Ieri sera, dopo una latitanza durata circa 25 anni, sono tornata al 38 di Via Zamboni, sui banchi dell’Aula III per partecipare all’incontro organizzato dalla Scuola di Lettere e Beni Culturali con Elena Favilli, co-autrice, insieme a Francesca Cavallo, di Storie della buonanotte per bambine ribelli, ed. Mondadori, 2017. Un libro di cui si sta parlando molto, a volte male, che merita invece di essere consigliato a bambine, ragazze e donne (e bambini, ragazzi e uomini) per almeno 10 buone ragioni…

La prima. Come recita il sottotitolo “100 vite di donne straordinarie”, qui si parla di donne eccezionali e per questo esemplari, che possono essere proposte come un modello per le bambine di oggi, donne di domani. Donne di tutte le epoche (da Cleopatra a Malala Yousafzai), di tutti i continenti (da Anna Politkovskaja a Frida Khalo, passando per Hillary Clinton e Yusra Mardini) che si sono distinte nelle attività più svariate e hanno ricoperto ruoli di primo piano nel giornalismo, la politica, l’attivismo, la scienza, l’arte, la letteratura, la moda, il canto, lo sport, … unite dal fil rouge della ribellionestereotipi di genere che le volevano mogli e madri oppure sante. E Dio solo sa quanto oggi, in pieno XXI secolo, ci sia bisogno di modelli di donne ribelli.

La seconda. Non si tratta di un’enciclopedia di donne famose o importanti. Nulla di pedante, noioso, barboso. Anzi, tutto il contrario. Ogni storia è raccontata da un testo di circa 20 righe e un’illustrazione che colgono, coi registri che sono propri, quanto di originale e interessante c’è stato nella vita di ogni personaggio proposto. Il libro non ha fini compilatori, evviva, ma propone aneddoti intriganti per invogliare le bambine ad approfondire utilizzando altre fonti e strumenti.

La terza. Sono sempre stata dell’idea che i libri per bambini non devono tacere né edulcorare la realtà, per quanto cruda e sgradevole sia. I libri sono una palestra in cui i bambini si allenano alla vita senza farsi male per davvero. Storie della buonanotte per bambine ribelli ha il merito di toccare temi difficili – ad es. la depressione di Virginia Woolf, l’assassinio politico di Anna Politkovskaja – ricorrendo a un linguaggio e a immagini adatte al pubblico di riferimento.

La quarta ragione sta nel coraggio dalle autrici per le scelte fatte. Di donne importanti nella storia dell’umanità ce ne sono state ben più di 100, è ovvio. Perché allora proporre a modello conservatrici, come Margareth Thatcher, o prive di scrupoli, come Caterina la Grande? Perché al di là delle scelte politiche, delle convinzioni personali, delle ambizioni, tutte le donne proposte in questa carrellata, anche le più controverse, sono state figure di grande rilevanza nel panorama mondiale e nel processo di emancipazione femminile. Su questo non credo si possa discutere.

La quinta. Le illustratrici coinvolte nel progetto sono 60. Tutte donne. Di tutti i continenti. E le tavole sono una più bella dell’altra.

La sesta. Anche le autrici sono state ribelli, a loro modo. Il sistema le voleva disoccupate o sotto-occupate con in tasca un pezzo di carta straccia in una laurea debole. E invece no. Si sono ribellate. Hanno creduto nel loro progetto e nelle loro capacità imprenditoriali. Sono state protagoniste di un immenso crowdfunding che grazie a Kickstarter ha raccolto oltre un milione di dollari da 70 nazioni diverse in soli 28 giorni, per un totale di un milione e 300 mila dollari dal lancio della campagna in aprile 2016 fino a ottobre dello stesso anno. Vorremo prenderle a modello, o no?

La settima. Le autrici sono ribelli sì, ma anche gentildonne. Il libro si chiude con la Hall of fame, una galleria dei nomi di tutte le bambine (e i bambini) che hanno convinto i loro genitori a sostenere il progetto editoriale. Questi bambini vengono da ogni parte del mondo e – come ricordano le autrici – cambieranno il mondo. Un bel gesto per ringraziare i piccoli fan. Davvero!

L’ottava ragione è la dedica: Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi! Che sia di buon auspicio per tutte le future donne. Dovunque nascano.

La nona. Storie della buonanotte per bambine ribelli è un libro incentrato al 99% su bambine, ragazze e donne biologicamente femmine. In 99 casi su 100. Perché c’è anche la storia di Coy Mathis, bambina transgender, eroina dei nostri tempi per la sua piccola personale battaglia: poter usare il bagno delle bambine. Nata nel corpo di un maschio, si è sempre sentita una femmina e ha lottato contro gli stereotipi per poterlo essere. La ribellione ai pregiudizi non ha genere. Anche per questo il libro merita di essere letto da tutti: bambine, bambini, bambine che si sentono bambini e bambini che si sentono bambine.

L’ultimo motivo per cui vale la pena comprare e leggere il libro è, secondo me, la possibilità che tutti noi lettori abbiamo di sostenere la favola a lieto fine di due ragazze italiane che “ce l’hanno fatta” senza spinte, senza favori, senza appoggi, senza aiuti. Solo con la forza di inseguire i loro sogni. Quando ci ricapita?

Nota di cronaca: ieri sera hanno conversato con Elena Giovanna Cosenza e Cristiana Natali, ribelli che non hanno bisogno di presentazioni.

Buone letture a tutti voi!

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