Sono in fase di riscoperta dei classici della letteratura per ragazzi, ormai l’avete capito. In queste due settimane ho letto la riduzione fatta da Emanuele Ragnisco di Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, un classico così classico che da molti è considerato il punto di partenza della letteratura americana per ragazzi. L’edizione è quella di Biancoenero nella collana ad alta leggibilità Raccontami, titoli che garantiscono l’accessibilità a chi ha specifiche difficoltà di lettura – come i dislessici – e, in generale, rendono più agevole la lettura di tutti. Il libro è corredato dal cd-audio che supporta o sostituisce la lettura. La voce è di Pierfrancesco Poggi. Ecco il riassunto…

Huckleberry Finn, detto Huck, è figlio di un ubriacone che non si cura di lui e viene posto dal giudice Thatcher sotto la tutela della vedova Douglas la quale, insieme alla sorella Miss Watson, si prende cura della sua educazione e soprattutto della salvezza della sua anima.

Pur godendo, al pari dell’amico Tom Sawyer, di una rendita cospicua – ben 6.000 dollari, frutto del ritrovamento di un tesoro in una caverna, Hack rimpiange la libertà e, rivestiti i suoi stracci, torna a vivere in una botte, fino a quando Tom lo convince a formare una banda di ‘persone perbene’. Accetta allora di tornare dalla vedova e ricomincia il solito tran-tran: lavarsi, vestirsi bene ed esser educato a tavola, andare a scuola e fare i compiti. Di tanto in tanto c’è lo svago della banda, che si limita a fare scherzi a pastori e contadine.

Nel frattempo il padre di Huck, attratto dalla sua rendita, torna a farsi vivo e riesce ad ottenere la custodia del figlio. Sempre ubriaco, l’uomo segrega Hack in una baracca lungo il fiume Mississippi e lo bastona regolarmente. Durante una sbronza colossale, tenta addirittura di ucciderlo.

Approfittando della sua assenza, Huck simula il proprio omicidio e fugge su una canoa che aveva trovato durante una piena del fiume. Approda nell’isola di Jackson, dove, dopo 4 giorni, scopre di non esser solo: sull’isola si è nascosto anche Jim, lo schiavo nero di Miss Watson! In un primo momento, Huck è spaventato dalle conseguenze di essere trovato insieme a Jim, perché conosce bene la gravità del suo reato. Poi i due trovano una zattera abbandonata. Non ci sono più dubbi, né tentennamenti: inizia l’avventura! Entrati in una casa galleggiante alla ricerca di qualcosa da rubare, trovano il cadavere di un uomo nudo disteso sul pavimento, colpito alla schiena. Jim non vuole che Huck lo guardi e lo allontana. Travestito da femmina, Huck ritorna in città in cerca di informazioni. Entra nella catapecchia di Judith Loftus, una nuova cittadina, sicuro di non essere riconosciuto. Il ragazzo apprende così che inizialmente suo padre era stato accusato del suo presunto omicidio, ma poiché uno schiavo nero, Jim, era scappato lo stesso giorno della scomparsa di Huck Finn tutti avevano cominciato a sospettare di lui e avevano messo sulla sua testa una taglia di 300 dollari. Quella notte stessa, alcuni abitanti avevano organizzato una spedizione sull’isola di Jacson, dove da un po’ di giorni si levavano colonne di fumo. Agitatissimo, Huck si tradisce, ma Miss Loftus non lo cattura e così può tornare in fretta e in furia da Jim. I due amici caricano la zattera che avevano recuperato con i loro pochi oggetti e partono quella notte stessa.

Dormendo di giorno e navigando di notte, scendono lungo il Mississippi: la loro meta è la città di Cairo, in Illinois, da dove poter imboccare il fiume Ohio per raggiungere gli Stati liberi dell’Unione, dove la schiavitù stava per esser abolita. Durante la navigazione Jim viene quasi catturato, ma Huck lo salva dicendo che sulla zattera trasporta un malato di vaiolo. Jim gli giura eterna fedeltà. A causa di un banco di nebbia i due si smarriscono nelle paludi del Mississippi, dove vengono derubati della canoa e vengono speronati da un battello che viaggiava lungo il fiume. La zattera va in frantumi e i due naufraghi vengono divisi.

Huck è raccolto ed ospitato dall’aristocratica famiglia Grangerford, che è proprietaria di un fondo lato-fiume nello stato del Kentucky. Qui Huck – che si spaccia per George Jackson – fa amicizia con Buck, un coetaneo, e scopre che i Grangerford sono impegnati in una faida trentennale con gli Shepherdson. A Huck pare davvero bizzarro che, nonostante frequentino la stessa chiesa, i Grangerford e gli Shepherdson si uccidono a vicenda per motivi che nemmeno ricordano più. La faida ha un terribile epilogo quando la sorella maggiore di Buck, Sophia, scappa per amore con Harney Shepherdson. Nello scontro che ne segue tutti i Grangerford maschi rimangono uccisi, ivi compreso l’amico Buck. Huck si allontana a tutta velocità dal luogo della carneficina e ritrova Jim, che, soccorso dai servi neri della famiglia, ha nel frattempo recuperato e riparato la zattera e comprato un po’ di provviste per poter riprendere il viaggio lungo il fiume.

Al confine tra Arkansas, Missouri e Tennessee Huck prende a bordo due tizi che dicono di essere il Duca d’Acquasparsa e nientemeno che il Re di Francia, figlio legittimo di Luigi XVI e Maria Antonietta. Il più giovane dei due, sulla trentina, dice che suo zio gli ha usurpato titolo e proprietà; l’altro, di circa settant’anni, asserisce invece d’essere stato esiliato dopo i moti rivoluzionari. Il duca e il re diventano così passeggeri stabili della zattera di Jim e Huck e architettano una serie di truffe agli abitanti dei luoghi che visitano: il Re sfila 87 dollari a una congregazione religiosa spacciandosi per un missionario; il Duca raggranella 465 dollari fingendosi imprenditore teatrale; entrambi si spacciano per fratelli di un ricco possidente appena defunto, Peter Wilks, per truffare le sue tre nipoti. Huck prova dei sensi di colpa nel truffare tre orfane rimaste completamente sole, ma per paura di subire ritorsioni si rende complice del fattaccio e nasconde i soldi dell’eredità nella bara di Wilks. L’arrivo improvviso di due uomini che si professano i veri fratelli del defunto provoca un putiferio e i tre ne approfittano per scappare.

Nei giorni seguenti i due imbroglioni continuano con le loro truffe, ma vengono sempre cacciati a furor di popolo. L’ultimo brutto tiro lo giocano proprio a Huck, perché approfittando della sua assenza vendono Jim ad una famiglia di Pikesville, i Phelps, e scompaiono dalla circolazione. Huck decide di liberare una volta per tutte Jim per farne un uomo libero e si reca nella tenuta di Silas Phelps. Qui, la signora Sally, moglie di Silas e sorella della mamma di Tom Sawyer, lo scambia per l’amico: Un vero colpo di fortuna! Così come un colpo di fortuna è ritrovare al villaggio il vero Tom Sawyer, con il quale architettare un piano per imbrogliare zia Sally e liberare Jim. Huck continua a recitare la parte di Tom, così come zia Sally aveva creduto fin da principio, mentre Tom si spaccia per un altro Sawyer, Sid. Il piano architettato dai ragazzi è rocambolesco, perché come dice Tom “non basta liberare Jim; il bello è correre il rischio di farsi ammazzare!

L’avventura finisce con Tom Saywer che si fa quasi ammazzare, con l’arrivo di un’altra zia di Tom, Polly, che smaschera sia Tom che Huck, con la notizia che Jim è stato affrancato dalla sua vecchia padrona Miss Watson, poco prima che morisse, e che anche il padre di Huck è morto. Jim confessa al ragazzo che il cadavere che avevano visto nella capanna all’inizio dell’avventura era proprio quello di suo padre. Il libro termina con zia Sally che adottare Huck e con Huck che escogita un piano di fuga verso i Territori Indiani.

  • Un’anteprima del testo e del cd-audio che ho utilizzato sono disponibili sul sito della casa editrice.
  • Se invece preferite buttarvi sulla versione cinematografica, avrete l’imbarazzo della scelta. Sono disponibili sia il film omonimo realizzato da Stephen Sommers nel 1993 che la versione del 1960 di Michael Curtiz.
  • Sul sito Video RAI – Rai Cinema è visualizzabile in streaming uno dei tanti adattamenti del romanzo per la tv.
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