La vicenda editoriale del “Sandokan” di Hugo Pratt inizia alla fine degli anni Sessanta, quando Mino Milani, allora sceneggiatore di fumetti per il “Corriere dei Piccoli”, gli propone una riduzione del romanzo di Emilio Salgari da pubblicare sul giornale in due parti: “Le tigri di Mompracem – parte prima”, che sarebbe dovuta finire al capitolo “In rotta verso Mompracem” e “Le tigri di Mompracem – parte seconda”, in cui avrebbe dovuto esserci il matrimonio tra Sandokan e Marianna e la distruzione di Mompracem. In principio Hugo lavora con entusiasmo al progetto: disegna un Sandokan coi tratti somatici e l’acconciatura di un principe malese; un Yanez che sembra un autoritratto-coi-baffi; una Marianna che pare il ritratto della moglie di allora. Quattro anni dopo, nel 1973, ha disegnato solo 30 su 64 tavole. Perché? Perché nel frattempo ha dato vita a Corto Maltese, il cui successo è stato travolgente. Dopo un po’ di tira e molla il progetto viene sospeso. Nel 1975 Mino Milani lascia la redazione di quello che nel frattempo era diventato il “Corriere dei Ragazzi”. Del “Sandokan” di Hugo Pratt si perdono le tracce fino al 2009. Dove era finito? Nello scatolone in cui Milani lo aveva riposto prima di lasciare il Corriere, scatolone che non era stato mai più riaperto dal 1975. Questa la storia editoriale. Ora il riassunto del fumetto (che è rimasto incompiuto)…

20 dicembre 1849, Mompracem, isola dell’arcipelago della Malesia. Il pirata Sandokan, detto la Tigre della Malesia, attende Yanez De Gomera, un amico che considera come un fratello di sangue.

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Yanez è di ritorno da Labuan, protettorato inglese, dove ha sentito parlare di Marianna, parente del governatore dell’isola, che per la sua incredibile bellezza è detta la Perla di Labuan. A parte ciò, le notizie che riporta sono tutt’altro che buone: olandesi, spagnoli, portoghesi e inglesi, stanchi delle scorribande dei tigrotti, si preparano ad attaccare Mompracem e ad impiccare Sandokan! Sandokan, per nulla impressionato, ricorda a Yanez le ragioni del suo odio verso i colonizzatori e gli comunica di voler partire per Labuan.

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Durante la navigazione i due prahos incrociano una giunca del Rajah Brooke, detto lo sterminatore dei pirati, e la assaltano, poi riprendono il viaggio verso l’isola di Labuan. Il piano è risalire il fiume fino a Vittoria, la capitale fortificata, ma un incrociatore inglese sorprende i prahos.

Le tavole dalla 21 alla 28 non sono state disegnate. La sceneggiatura di Milani prevedeva l’affondamento di uno dei due praho, il trasferimento dei superstiti (tra i quali il fedelissimo Giro-Batol)  sul praho restante, il secondo assalto dell’incrociatore inglese al legno dei pirati, l’affondamento del secondo praho, il ferimento di Sandokan e il suo ricovero nientemeno che nella dimora di Lord James Guillonk, capitano di vascello di sua Maestà Britannica, che lo ha confuso col principe di Shaja.

Entrato nelle grazie di Lord Guillonk, Sandokan fa conoscenza di Marianna e se ne innamora al primo sguardo. Tuttavia, durante una battuta di caccia alla tigre organizzata da Lord Guillonk, William Rosenthal, un ufficiale inglese, riconosce Sandokan, che è costretto a fuggire, dopo aver promesso a Marianna di ritornare per portarla con sé.

Mentre attraversa la foresta in direzione della costa, Sandokan ritrova Giro-Batol e insieme fanno ritorno a Mompracem a bordo di una piroga. Qui Sandokan chiede aiuto a Yanez, che mette a punto un piano per permettere ai due innamorati di ricongiungersi.

Nel corso della navigazione verso Labuan, una terribile tempesta mette in grave difficoltà il praho su cui sono imbarcati, così Sandokan e Yanez cercano di raggiungere la costa su una scialuppa…

Il fumetto di Hugo Pratt termina qui. La storia di Sandokan, invece, continua. Chi è curioso di sapere come va a finire, può leggere il post dedicato alla riduzione del romanzo fatta da Guido Sgardoli, di cui ho già parlato!

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