Domenica scorsa: mattinata di stiraggio folle! 😦 Meno male che mi ero procurata l’audiolibro di Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde di Robert Louis Stevenson sennò non sarei sopravvissuta alla noia. Che dire? Bello, mi sono lasciata trasportare dalla narrazione e il tempo mi è volato! Oddio, ho stirato da bestia, ma la storia me la ricordo bene. Ecco il riassunto…

Londra, XIX secolo. Nel corso di una passeggiata attraverso un quartiere laborioso della città, l’avvocato Utterson e Richard Enfield, suo lontano parente, passano di fronte alla porta di un lugubre palazzo. Indicando col bastone da passeggio la casa, Enfield racconta al compagno una scena a cui aveva assistito tempo addietro, quando trovandosi a passare alle tre di una notte d’inverno aveva visto un omuncolo calpestare una bambina caduta a terra. Afferratolo per la collottola, Enfield fu stupito dall’aspetto terribile e ripugnante dell’individuo, che mostrava una sorta di inumana freddezza e di incredibile self-control. La bambina non era ferita ed Enfield propose al misterioso uomo un risarcimento in denaro a favore dei genitori della piccola per chiudere senza scandalo la spiacevole vicenda. Dato che l’uomo non aveva contante con sé, si fece accompagnare da Enfield verso casa. Entrato nella porta dove i due si trovano al momento, l’uomo – che si presentò come Edward Hyde – uscì con un assegno firmato a nome di un’altra persona: Henry Jekyll. In un primo momento Enfield credette che si trattasse di un assegno scoperto, ma, una volta depositato in banca, risultò autentico. A questo punto, Utterson confida all’amico di conoscere il nome di Jekyll e di esserne il custode del testamento olografo che sancisce che, in caso di morte o scomparsa dello stesso, l’amico e benefattore Mr. Hyde erediti tutti i suoi averi.

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L’indomani Utterson contatta un suo buon amico, il dottor Hastie Lanyon, per chiedere informazioni sul collega dottor Jekyll e viene a conoscenza che da circa 10 anni ha intrapreso studi misteriosi e da allora ha un comportamento a dir poco bizzarro. Decide quindi di appostarsi davanti alla porta della sua abitazione per incontrare lui, o il signor Hyde. È solo dopo diversi giorni che la sua pazienza viene premiata e riesce a fermare Hyde ed a parlargli vedendolo chiaramente in volto. Pallido, tozzo, basso, con voce roca e a tratti bisbigliante, risulta estremamente ripugnante ed odioso. Terminata la conversazione senza carpire notizie sul dottor Jekyll, Utterson si dirige verso l’entrata principale dell’edificio, suona al campanello e chiede al domestico Poole di poter essere ricevuto da Jekyll. Poole gli riferisce che il dottore è momentaneamente uscito e non sa quando tornerà. Utterson riesce comunque ad avere delle informazioni dal domestico, così scopre che Mr. Hyde ha la possibilità di entrare nel laboratorio di anatomia annesso alla casa passando dalla porta secondaria e che la servitù ha precise istruzioni di soddisfare tutte le sue richieste. Utterson se ne va, sospettando che Mr. Hyde ricatti il suo povero amico.

Due settimane dopo, a una cena fra amici, Jekyll e Utterson hanno l’occasione di rimanere soli e parlano del testamento. Utterson comunica a Jekyll di aver saputo cose poco edificanti sul conto di Hyde e Jekyll risponde di potersi liberare di Hyde in qualsiasi momento, ma che non desidera rivelare assolutamente nulla di più su una faccenda che deve restare privata.

Passa un anno e Londra viene scossa da un crudele omicidio. Un mite gentiluomo, Sir Danvers Carew, viene bastonato a morte per strada e parte dell’arma del delitto viene ritrovata vicino al corpo. Una cameriera, che ha assistito alla scena, riconosce Mr. Hyde come l’esecutore dell’omicidio. L’ispettore di Scotland Yard Newcome trova sul cadavere una lettera per l’avvocato Utterson e gliela consegna. In essa sono ribadite cose incresciose su Mr. Hyde. Newcome e Utterson si dirigono a Soho, nella casa affittata da Mr. Hyde, e trovano l’altra metà del bastone utilizzato per l’omicidio.

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Il pomeriggio stesso l’avvocato va a scambiare due parole con Jekyll e lo trova abbattuto e prostrato. Affermando di non voler rivedere mai più Hyde, dichiara di aver ricevuto una sua lettera nella quale l’ex-amico scrive di voler fuggire. Utterson si fa consegnare la lettera e la mostra al suo segretario Guest che è sicuro che la calligrafia di Jekyll e quella di Hyde sono identiche, a parte l’inclinazione delle lettere.

La polizia mette una taglia sull’assassino di Carew, ma Mr. Hyde sembra veramente svanito nel nulla. Il dottor Jekyll nel frattempo riprende le vecchie abitudini, il carattere aperto e gioviale e ricomincia a farsi vedere in società. Improvvisamente, dopo una rimpatriata a cui avevano partecipato tanto Utterson quanto Lanyon, si chiude nuovamente in casa, tornando a essere misantropo e scontroso. Lanyon, che pochi giorni prima era in perfetta salute, appare malatissimo e, durante una visita di cortesia, consegna a Utterson una lettera da aprire solo dopo la morte di Jekyll in cui è scritta tutta la verità sui suoi rapporti con Hyde. Utterson si insospettisce ancora di più ed invia invano una lettera a Jekyll per chiedere spiegazioni. Pochi giorni dopo Lanyon muore e Utterson, con grande professionalità e lealtà nei confronti dell’amico defunto, ripone la busta in cassaforte, deciso a non aprirla prima del dovuto.

Anche Jekyll, come Hyde, sembra sparito dalla circolazione. Durante una delle ricorrenti passeggiate, Utterson e Enfield lo scorgono di sfuggita dietro la finestra del laboratorio di anatomia e lo vedono stravolto e irriconoscibile. Alcune sere dopo questo episodio, Utterson riceve una visita di Poole, che lo implora di seguirlo a casa. Da diversi giorni la porta del laboratorio è chiusa a chiave dall’interno e un uomo, forse Mr. Hyde, vi si è barricato dentro. Da quel giorno Jekyll è scomparso. Arrivati a casa, Utterson e Poole si avviano verso il laboratorio e sfondano la porta a colpi di accetta. Lì trovano il cadavere di Hyde e una fialetta vuota di cianuro. Rovistando, scoprono una busta con un messaggio di Jekyll per Utterson. Nel messaggio c’è scritto di leggere prima la lettera di Lanyon e inseguito la confessione integrale.

L’avvocato torna a casa ed inizia a leggere la lettera di Lanyon che racconta così: una sera Mr. Hyde andò a trovare Lanyon, su presunto ordine di Jekyll, per recuperare un cassetto contenente un certo numero di polveri e componenti chimici. Lanyon non lasciò andare via Hyde e volle vedere cosa comportava l’assunzione della mistura. Così assistette ad un fatto strano e orribile, ben più tremendo dell’apparizione di satana stesso: la trasformazione di Mr. Hyde nel Dottor Jekyll! Utterson prosegue con la lettura della confessione di Jekyll, che svela con ogni dettaglio dello sdoppiamento.

Durante gli studi sulla psiche umana e grazie alle riflessioni sulle proprie pulsioni, il dottor Jekyll era giunto a una conclusione: “Sia sul piano scientifico che su quello morale, venni dunque gradualmente avvicinandomi a quella verità, la cui parziale scoperta m’ha poi condotto a un così tremendo naufragio: l’uomo non è veracemente uno, ma veracemente due.”

Così, Jekyll aveva casualmente preparato una miscela di varie sostanze ed era riuscito a ottenere una pozione dagli effetti straordinari: assumendola, subiva una trasformazione tale da far emergere la sua seconda natura, quella maligna. Finché durava l’effetto, Jekyll si trasformava effettivamente in un altro essere, con un corpo diverso e un’attitudine diversa – Mr. Edward Hyde, appunto: basso, giovane, gobbo, con braccia corte, mani pelose e tozze, e con i propri istinti volti al male, all’egoismo, al sadismo, alla depravazione. Svanito l’effetto, Hyde si ritrasformava nel Dr. Jekyll, alto, educato, di buoni principi morali. Col passare del tempo, però la seconda identità (quella che era sempre rimasta nascosta = hyde) era divenuta sempre più preponderante, più forte, più resistente e l’effetto della pozione sembrava non svanire. Jekyll ormai non riusciva più a tornare nei suoi panni se non assumendo un’altra dose di pozione. In breve tempo il sale indispensabile alla pozione si era esaurito e Jekyll non era più riuscito a reperirlo sul mercato. Così Hyde aveva preso il sopravvento e a Jekyll non era rimasto altro che suicidarsi per trascinare con se nell’eternità il suo doppio malvagio.

Che dire? Un testo pieno di riflessioni profonde, sul tema della convivenza di bene e male nell’animo di ciascuno di noi. E’ un tema attuale, proponibile agli studenti delle scuole secondarie di primo grado? Secondo me sì, perché spinge il lettore a guardare dentro di sé, ed è un’occasione più unica che rara per generazioni di ragazzi proiettati (non per colpa loro) solo verso l’esteriorità, il fuori-da-sé, l’altro.

Se posso, consiglio di proporre ai ragazzi la versione audiolibro o una versione ridotta e tradotta in italiano corrente. Alcune traduzioni sono datatissime e la lettura risulta a tratti difficile, spesso scoraggiante anche per me. Io ho usato l’edizione di Lattes Editori che nella collana Per Tutti! mette a disposizione una versione cartacea ad alta leggibilità, corredata di CD audio, e una versione digitale. L’edizione cartacea contiene le prove Invalsi per gli studenti e gli insegnanti possono scaricare le soluzioni direttamente dal sito dell’editore.

Anche Biancoenero Edizioni ha questo titolo a catalogo nella collana Raccontami. Anche in questo caso è disponibile la versione che risponde ai criteri di alta leggibilità, ovvero

  1. accortezze sintattiche e lessicali
  2. capitoli brevi e caratteri spaziati
  3. righe di lunghezza irregolare per seguire il ritmo della narrazione
  4. font studiati per chi ha problemi di dislessia
  5. carta color crema che stanca meno la vista
  6. CD audio per accompagnare la lettura
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