Chi segue il blog conosce la mia passione per i libri e i film ‘di guerra’ che ci ricordano cosa è stato e ci lasciano immaginare cosa sta succedendo in tanti paesi teatri di conflitti (per rendervi conto di quanti conflitti sono in corso date un’occhiata al sito Guerre nel Mondo). Durante lo scorso weekend ho letto La Grande Guerra. Storia di nessuno di Alessandro Di Virgilio (sceneggiatura) e Davide Pascutti (illustrazioni) edito da BeccoGiallo nel 2007 e rieditato nel 2015. Sulla Prima Guerra Mondiale è stato scritto tanto, è vero, e non solo in questi ultimi anni. Vi consiglio comunque questa cronaca a fumetti tratta dalle lettere e dai diari dei soldati al fronte perché rilegge il passato attraverso un protagonista contemporaneo e riesce nell’intento di riportare la storia personale di un giovane fante nell’alveo degli eventi bellici. Insomma, un buon esempio di equilibrio narrativo tra presente e passato e tra micro e macro-storia. Ecco lo spoiler…

Luca Degli Esposti vive a Napoli e, riordinando gli effetti personali di suo padre, morto da poco, trova in una vecchia scatola un pacco di lettere ingiallite dal tempo: sono le lettere che suo nonno, Corrado Degli Esposti, inviò a sua nonna Nunziatina quando si trovava sul Carso a combattere in prima linea contro gli austriaci. Luca contatta Guido, un compagno di studi universitari che fa il giornalista e vive nei luoghi in cui suo nonno combatté e inizia un viaggio, che è al tempo stesso fisico (da Napoli al Carso), storico (dai giorni nostri all’inizio del secolo scorso) e interiore (alla ricerca delle radici della propria famiglia).

Giorno dopo giorno, Luca ricostruisce un puzzle di tre anni di Storia italiana e di storia familiare attraverso le lettere e il diario, ritrovato rocambolescamente, di suo nonno. Ne risulta un affresco plumbeo e grigio di quella che è stata definita “la prima grande esperienza collettiva del popolo italiano”: un ritratto di uomini che parlano dialetti diversi, di estrazioni sociali diverse, animati da motivazioni diverse che si trovano per la prima volta fianco a fianco, nelle trincee, a condividere garitte, cibo scadente e la paura del nemico; di donne che a casa sono costrette ad assumersi la responsabilità delle famiglie; di bambini che crescono senza padri e fratelli. Sullo sfondo, 650 chilometri di campi di battaglia, una clamorosa disfatta, una ritirata drammatica, scarpe e uniformi che cadono a pezzi, disertori in costante crescita, pioggia che inzuppa i pastrani, fango e sangue che impastano i piedi, la morte dei commilitoni, maciullati dalle bombe e dalle “mitraglie”, l’avvicendarsi di tenenti, capitani, generali, fino all’arrivo delle truppe francesi e inglesi e alla vittoria.

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Parallelamente alla Grande Storia conosciamo la vicenda umana di Corrado Degli Esposti, soprannominato Nessuno dai commilitoni in quanto figlio di N. N., come si diceva una volta; marito innamorato di Nunziatina, già in attesa di un figlio che non vedrà mai; fante di prima linea e disertore poi; ferito gravemente in testa dallo scoppio di una granata; salvato da una vedova di guerra che lo accoglie come un marito e un padre per sua figlia; morto il giorno della fine della Prima Guerra Mondiale, il 4 novembre 1918, per le conseguenze di una ferita che gli aveva portato via la memoria e la voglia di vivere.

Belle le tavole in bianco e nero, ingrigite dalla pioggia cadente e illuminate dallo scoppio delle munizioni; realistico l’italiano utilizzato nei balloon, così infarcito di inflessioni dialettali e imprecazioni; interessante anche l’intercalare di spezzoni di lettere di soldati al fronte che sottolineano le azioni raccontate dal fumetto. Completa il volume un’appendice con la cronistoria della Grande Guerra, stralci di diari di guerra e lettere dal fronte di alcuni soldati italiani, una bibliografia e una filmografia.

Ci sono alcune pecche. A volte ho trovato i collegamenti tra passato e presente un po’ labili. La vicenda umana di Guido non è svelata, forse appositamente. Sbagliata la scelta di usare il font Jane Austin per il lettering. Ho fatto una fatica bestia a leggerlo! Ma forse è ora di comprare un paio di occhiali da vista…

Citazioni

Ti ricordi che ti ho scritto del tenente, di come che ci voleva bene, a tutti noi? Oggi un colpo di cannone lo ha ucciso. Poco prima scherzava, e poi non c’era già più.

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