Dunque, non so da dove partire, dove andrò a parare e… mi scappa pure da ridere! Grazie ad uno screenshot girato alcuni giorni fa su Facebook – inesauribile miniera di boiate di vario tipo – ho scoperto un graphic novel istruttivo e divertente. Lo screenshot riportava il pensiero di un ragazzo che si diceva stupito, oltre che dispiaciuto, che due famosi pugili – Cassius Clay e Mohammed Alì – fossero morti esattamente nello stesso giorno, alla stessa ora, nello stesso ospedale! Della serie: guarda te i casi della vita! Dopo essermi rotolata per terra con le lacrime agli occhi, ho deciso di leggere qualcosa sull’argomento e mi sono messa in cerca di libri per ragazzi su Cassius Clay, alias Mohammed Alì. Mi sono imbattuta in Pesi massimi. Storie di sport, razzismi, sfide di Federico Appel, che è molto più di una biografia a fumetti della vita del grande campione morto alcuni giorni fa. Ecco perché…

In questo libro ci sono pugili, tennisti, calciatori, ciclisti, corridori. Grandi vittorie e grandi sconfitte, medaglie, record e idee. Ostacoli da superare e difficoltà. Ma anche imprese epiche e corse sconosciute, buoni e cattivi. Perché in questo libro non ci sono i soliti campioni. Ci sono pesi massimi, coi muscoli, col cuore e col cervello.

Così recita la quarta di copertina di questo graphic novel edita da Sinnos che raccoglie figure esemplari e storie vere che hanno a che fare col razzismo in ambito sportivo. Il libro racconta di atleti protagonisti di imprese eccezionali in ambito sia sportivo che dei diritti umani.

Protagonisti della storia sono un ragazzino, che sul campo da calcio è solito insultare avversari di colore, e Cassius Clay-Mohammed Alì, che irrompe all’improvviso nella sua vita quotidiana e gli racconta di sfide sportive, medaglie e valori, dell’esempio di grandi atleti del passato.

Il ragazzino conosce così la storia di Jesse Owens, delle quattro medaglie d’oro vinte alle Olimpiadi di Berlino nel 1936 davanti a un Hitler infuriato e della grande amicizia con l’atleta tedesco, ariano, Luz Long, amicizia che durò fino alla morte del tedesco in guerra nel 1943; di John Carlos e Tommie Smith, le black panthers che vinsero i 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968; di Carlos Caszely, che utilizzò il talento calcistico per opporsi alla dittatura cilena di Pinochet; di Arthur Ashe, primo tennista di colore a vincere Wimbledon che si impegnò in seguito nella lotta all’Aids; di Gino Bartali, asso del ciclismo che salvò la vita di molti ebrei e aiutò la Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale; e infine di Francois Pienaar, che nel 1995 guidò la nazionale di rugby sudafricana a vincere la Coppa del Mondo sconfiggendo nientemeno che gli AllBlacks, ma soprattutto il razzismo e l’apartheid.

En passant, Muhammad Alì racconta anche la propria vicenda sportiva e umana e sottolinea il fatto che che ciascuno di noi può e deve prendere posizione contro le ingiustizie e le discriminazioni partendo dalla propria quotidianità e prendendo a modello i grandi atleti che sfruttarono la loro celebrità per abbattere i pregiudizi nel momento storico in cui vissero.

Un libro veramente per tutti, sia per il messaggio che veicola che per la struttura narrativa, che per il font utilizzato in stampa. Pesi massimi infatti fa parte della collana “leggimi! Graphic”, dedicata a chi ha problemi di dislessia o difficoltà di lettura. In ogni pagina ci sono al massimo sei vignette e la disposizione dei balloon segue sempre l’ordine dei dialoghi, in modo che la narrazione risulti più lineare possibile.Inoltre, il font utilizzato è LEGGIMIGRAPHIC, studiato per ridurre al minimo gli effetti di confusione tra lettere simili.

Le tavole del libro sono oggetto di una mostra itinerante Sport. Figure e parole dai libri per ragazzi a cura di Giannino Stoppani Cooperativa Culturale e Accademia Drosselmeier.

Per chi vuole saperne di più sull’autore, ecco una bella intervista  realizzata dallo staff di LeggimiForte!

Citazioni

«Alla fine ho capito che non sempre serve diventare campioni del mondo per essere veramente dei pesi massimi»

«Le vere vittorie non sono quelle sportive, per quanto possano essere memorabili, ma sono quelle sociali. Combattere per la libertà del proprio popolo come stai facendo tu è la cosa più importante che un uomo possa fare nella sua vita»

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