La schiappa di Jerry Spinelli è un libro che tutti dovrebbero leggere. Tutti. Chi è “diverso”, perché semplice e speciale al tempo stesso, e chi non sa accettare il “diverso”. Chi ha bisogno di iniezioni di comprensione e sostegno da parte dei familiari e chi si trova a dover infondere fiducia ai propri figli. Chi ha la capacità di disarmare i prepotenti con un sorriso e chi ha bisogno di imparare a vivere con leggerezza. Perché la storia di Donald Zinkoff ha qualcosa da insegnare a tutti e non lascia indifferente proprio nessuno. La storia è questa…

Conosciamo Donald Zinkoff quando ancora non va a scuola ed è impegnato ad esplorare il rione in cui abita (senza attraversare la strada, però!). Con i coetanei è goffo e impacciato: non vince mai, in nessun gioco, ma vincere non sembra interessargli un granché. Quello che gli piace è conoscere, scoprire, partecipare ed essere coinvolto.

A 6 anni Donald è un bambino semplice ma speciale al tempo stesso. La maestra, la signora Meeks, se ne accorge fin dai primi giorni di lezione: il primo giorno di scuola è arrivato in anticipo sulla campanella perché si è alzato prima dei genitori pur di non fare tardi; è felice di frequentare perché studiare è per lui la cosa più bella del mondo; è attento alle lezioni e così entusiasta da alzare sempre la mano, anche quando non conosce le risposte; adora imparare nuove parole e quando sente suoni buffi scoppia a ridere e si rotola per terra in preda alle convulsioni. Sua mamma è contenta di tutto questo entusiasmo e lo premia con una stella d’argento; la Meeks invece prova a contenerlo e gli attacca dei bottoni gialli con su scritto “Devo fare il bravo”. A scuola non riesce a farsi amici, in compenso sa come farsi dei “nemici”, tipo i bulli di quarta che durante la ricreazione gli rubano il cappello a forma di giraffa alto un metro. Donald è che è talmente puro e candido che mica capisce di essere vittima di un atto di bullismo e non solo non si ribella, ma lascia il cappello ai teppistelli pensando che non sia suo.

Nell’estate tra la prima e la seconda Donald conosce un amico, Andrew, il nuovo vicino di casa. Zinkoff vuole a tutti i costi dargli il benvenuto e prepara un mega-biscotto (lo scrocchiadenti) ma mentre lo estrae dal forno, lo fa cadere a terra e lo rompe. Pur di non sprecare cibo si ingozza e alla fine vomita nel sacco della posta di suo padre, che fa il postino.

La seconda è tutta in salita. La nuova maestra, la signora Biswell, giudica “atroce” la sua calligrafia e lo riprende per gli “orrori” d’ortografia, ma Donald, sempre beato e giulivo, risponde con un grazie a qualsiasi attenzione che gli viene rivolta, anche ai rimproveri. Durante l’anno scolastico inizia a praticare uno sport ed entra nella squadra di calcio. Ovviamente è un fiasco completo: non prende un pallone, ma tira dei calci alle caviglie dei giocatori e dell’arbitro; per lui ogni rete è uguale; non segna mai, se non per puro caso; fa imbestialire i compagni e nemmeno se ne accorge.

La terza elementare va così così: Andrew, il suo unico amico, trasloca e lui a gennaio subisce un intervento e salta la scuola per un mese. Una tragedia! In compenso si allena a non aver più paura del buio.

Il maestro di quarta – Yalowiz – sembra apprezzarlo e vuole valorizzarlo agli occhi dei compagni. Gli cambia posto, dall’ultimo banco alla prima fila. Poi, in primavera, lo iscrive alla “giornata campale”, una gara di 10 corse (staffetta, nei sacchi, all’indietro…) in cui vince la squadra che accumula più punti. Nessuno vuole Donald in squadra e il maestro lo affibbia alla squadra più forte. La squadra vince quasi tutte le gare; ne perde una sola ed è proprio per colpa di Zinkoff. Alla fine del torneo i compagni di squadra gli affibbiano il soprannome di “schiappa” che lo perseguiterà negli anni successivi.

In quinta le cose non migliorano. Donald prova a farsi un “migliore amico” e lo individua in Hector Binz ma l’amicizia non decolla, nonostante i suoi tentativi, o forse proprio a causa dei suoi maldestri tentativi. Hector non lo sopporta e lo allontana del tutto quando Donald gli regala una scatoletta del proprio cerume per fabbricare una candela! In occasione della “Giornata campale” nessuno vuole in squadra la “schiappa”. Donald ne soffre, resta a casa e non partecipa all’attività. Durante la festa del Diploma cade di fronte a tutti gli orchestrali, si esibisce per ultimo e sbaglia tutte le note. Solo la sorellina Polly e i genitori non si stancano di sostenerlo e applaudirlo.

Passa l’estate e Donald si iscrive alla scuola media Monroe, dove ritrova Andrew. La scuola è molto grande e gli mette paura. Non è più considerato una schiappa; semplicemente non è considerato proprio!

E’ in una sera d’inverno che Donald ha il suo piccolo grande riscatto. Ha nevicato abbastanza da poter giocare a palle di neve e mentre è fuori vede delle macchine della polizia. Sembra che stiano cercando una bambina che si è persa, Claudia. Zinkoff sta fuori ore e ore a cercarla, finché alle tre del mattino si addormenta in un parcheggio. Quando si sveglia si ritrova nel lettone dei suoi, che lo mettono in punizione. I genitori, non vedendolo rientrare, avevano avvisato la polizia che stava cercando proprio lui e non Claudia, nel frattempo sana e salva a casa sua. Donald è comunque contento perché amici e parenti vanno a salutarlo e perché a scuola è diventato una celebrità. Alla partita successiva Zinkoff – la schiappa è comunque scartato da tutti, ma rimane lì ad aspettare col suo sguardo dolce, tenace, speranzoso. Alla fine, la sua tenacia è premiata: fa colpo su uno dei ragazzi che decide, per la prima volta, di inserirlo nella sua squadra.

Chi vuole leggere La schiappa  non ha che cercare sugli scaffali delle biblioteche di pubblica lettura. In alternativa, il libro è in commercio, edito da Mondadori nella collana Oscar bestsellers.

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