Archimede è il primo grande geometra e fisico della storia. Scoprì teoremi geometrici e leggi fisiche che sono alla base di queste scienze. A differenza dei “colleghi” del suo tempo, però, non trovava disdicevole applicare la scienza alla soluzione di problemi pratici. Così, finì per essere notato da un tiranno che gli commissionò la costruzione di macchine da guerra per cui è passato alla storia. Eppure Archimede era uomo di pace… Strano destino, quello di Archimede. Che Luca Novelli ci racconta come solo lui sa fare nel suo libro Archimede e le macchine da guerra. Occhio che da qui in poi parte la spoilerata…

Della vita di Archimede non si hanno dati certi. Tutte le fonti concordano sul fatto che fu siracusano, che viaggiò in Egitto e soggiornò ad Alessandria e che venne ucciso durante il sacco di Siracusa del 212 a.C. Ma le certezze finiscono qui. Si pensa fosse figlio di un astronomo siracusano di nome Fidia, dal quale ereditò l’amore per le scienze esatte. Si pensa che il padre fosse imparentato col tiranno di Ortigia, Gerone II, e perciò godette di privilegi e favori. Dalle testimonianze che sono giunte fino a noi si sa che si interessò a tutte le scienze a lui contemporanee: aritmetica, geometria piana e solida, meccanica, ottica, idrostatica, astronomia ecc. e, cosa rara, delle loro applicazioni tecnologiche. E’ certo che fu un punto di riferimento sia per Gerone, che per gli scienziati alessandrini, coi quali intrattenne un fitto scambio epistolare – per quanto le poste del tempo lo permettessero, ovviamente! Durante la seconda guerra punica, su richiesta di Gerone, si dedicò, con poco entusiasmo ma grande successo, a costruire macchine da guerra sia per la difesa della città che per l’attacco delle navi romane. La leggenda vuole che poche migliaia di uomini guidati da un vecchio inventore tennero testa alle 60 quinquereme guidate dal Console Marco Claudio Marcello affondandole con i massi ciclopici scagliati dalle catapulte e incendiandole grazie agli specchi ustori. Durante il sacco di Siracusa, Archimede fu ucciso da un soldato romano che non lo aveva riconosciuto. Morì facendo quello che gli piaceva di più fare: disegnare cerchi perfetti sulla sabbia, in riva al mare di Siracusa.

Per leggere questo libro vi basta mezz’ora, ma se proprio proprio non riuscite a trovare nemmeno 30 minuti da dedicargli, vi consiglio di guardare la puntata di Lampi di genio realizzata da Rai Scuola. Un simpaticissimo Archimede, con spiccato accento siculo 🙂 vi racconterà la sua storia. Il video dura 25 minuti, ve lo dico! Forse fate prima a leggere il libro!

Buone letture!

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