Se io fossi te di Richard Hamilton, illustrato da Babette Cole, è un albo illustrato che sarebbe caduto ormai nel dimenticatoio se non fosse stato inserito nella sciagurata lista dei libri gender (le ricordate le fiabe gay? ahahahahah) banditi dalle scuole materne dall’Amministrazione Comunale di Venezia. Uscito in Italia nel lontano 2009, finalista del Premio “Nati per leggere 2012” – sezione “Crescere con i libri”, racconta, in rima, una storia molto semplice: quella di un papà e della sua bambina che per una volta immaginano di invertire i ruoli familiari…

E’ sera. Un assonnatissimo e sbadigliante babbo in pigiama a righe (per niente sexy) mette a letto sua figlia, che di sonno sembra averne invece ben poco. “Se io fossi te, mi rannicchierei tutto e mi addormenterei”, dice il babbo a Giulia. “Ma tu non sei me”, risponde Giulia. Il papà ribatte: “Lo so… ma se io fossi te…” Da questo punto in poi parte il gioco tra babbo e figlia, che consiste in una raffica di “se io fossi te e tu fossi me”. Il babbo, catapultato in un soffice tutù rosa, è costretto ad andare in giro in passeggino, a ingurgitare la pappa, a rinunciare al gelato; la figlia sbriga le faccende di casa e si assume responsabilità genitoriali.

Un libro vivace e divertente che mostra ai piccoli le gioie e le fatiche dell’essere grandi e che aiuta anche i grandi a guardare al mondo e alle relazioni al di là dei binomiNiente travestitismo, insomma…

Un grazie al sindaco e all’Amministrazione lagunare per avermelo (e avercelo) fatto scoprire…

(PS: ahahahahah le fiabe gay)

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