Pezzettino di Leo Lionni parla ai bambini di autostima e dell’accettazione di sé. E’ un albo illustrato filosofico e poetico, che aiuta i più piccoli a riflettere sulla propria identità e a superare la paura di non essere accettati dagli altri. Mi è piaciuto perché la storia parla di un viaggio – reale e psichico al tempo stesso – che un quadratino (essenziale e astratto, ma colorato) compie alla ricerca di se stesso in un universo perfetto, concluso, compiuto in cui c’è posto per tutti. E mi è piaciuto anche perché la scoperta del “chi sono” da parte di Pezzettino si compie in autonomia, in silenzio e in solitudine.

Ecco la storia…

Pezzettino si sente piccolo e incompleto, così un giorno si mette alla ricerca della sua parte mancante. Incontra Quello-che-corre e gli chiede se per caso gli manca un pezzettino, ma quello che corre gli risponde che no, che lui è completo, altrimenti non potrebbe certo correre. Si rivolge allora a Quello-forte, e gli pone la stessa domanda, e quello forte gli risponde  che no, che lui è completo, altrimenti non potrebbe certo essere così forte. La scena si ripete con Quello-che-nuota, con Quello-che-vive-sulla-montagna, con Quello-che-vola, finché Pezzettino entra in una grotta e interroga Quello-saggio. La risposta che riceve è sempre la stessa, ma Quello-saggio lo invita a recarsi all’Isola-Chi-Sono.

Pezzettino si rimette in viaggio e dopo una lunga navigazione approda all’Isola-Chi-Sono. La trova completamente deserta, disabitata; la percorre in lungo e in largo; sale sulla montagna e, arrivato in cima, rotola giù rompendosi in mille pezzettini. E così, al termine di un lungo viaggio, solo, stanco, Pezzettino riconosce che anche lui, come tutti, è fatto di tanti piccoli pezzettini. Ora può ricomporsi e percorrere il viaggio a ritroso, per tornare a casa, dagli amici ai quali potrà finalmente dire “io sono me stesso, e sono felice di essere come sono”.

Difficile capire il motivo per cui questo libro è stato recentemente etichettato come libro gender!

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