Quella di Piccolo Blu e Piccolo Giallo di Leo Lionni è una vicenda editoriale arzigogolata. Pubblicato per la prima volta negli USA nel 1959, arriva in Italia nel 1967. Non piace tanto: troppo astratto, troppo concettuale, non adatto ai bambini. Poi, nel 2001,  riceve il premio Andersen proprio “per aver cambiato il modo di concepire e realizzare l’albo illustrato per l’infanzia, per l’intatto fascino, per l’incanto della poesia delle sue pagine, per la straordinaria attualità del suo messaggio”. Oggi si ritrova nella lista dei 49 libri per l’infanzia messi all’indice dal Sindaco di Venezia nella sua circolare. Ma i bambini, cosa pensano i bambini di questo albo? Pensano che sia splendido e ne sono incantati ed entusiasti.

Piccolo blu ha una famiglia e molti amici. Il suo preferito è Piccolo giallo, il suo compagno di banco e di giochi. Un giorno Mamma blu deve uscire e lascia Piccolo blu in casa, dopo avergli fatto le solite mille raccomandazioni. Rimasto solo, Piccolo blu esce e va a cercare Piccolo giallo. Lo cerca ovunque – in casa, per strada, dappertutto – finché lo incontra girato l’angolo e, pieno di gioia ed entusiasmo, lo abbraccia forte forte fino a fondersi e a diventare verde. Poi i due amici, ora fusi in un Piccolo verde, vanno a giocare nel parco, scavano un tunnel, scalano una montagna. Tornati a casa, però, i genitori di Piccolo blu non li riconoscono e giù lacrime che non sono verdi (come ci si aspetterebbe) ma blu e gialle. E piangi piangi piangi, Piccolo blu e Piccolo giallo si sciolgono dall’abbraccio e ritrovano se stessi. I genitori di Piccolo blu, per la gioia di ritrovare il proprio piccolo, abbracciano prima l’uno, poi l’altro e diventano anche loro un po’ verdi. Solo allora intuiscono quello che era successo…

Piccolo blu e Piccolo giallo non hanno occhi, naso, bocca, sono pure macchie di colore, ma raggiungono perfettamente due obiettivi: fanno scattare nei bambini il senso di immedesimazione e fanno scoprire loro il tema dell’amicizia, in tutte le sfumature: identità, diversità, superamento dell’io, incontro con l’altro, condivisione.

Con Piccolo blu e piccolo giallo Lionni ha fornito un archetipo di albo illustrato sull’amicizia che a più di sessant’anni dalla prima edizione continua a coinvolgere i piccoli lettori.

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