Carlo Lucarelli deve avere dei conti in sospeso con la Polizia. Possibile che nei suoi romanzi non si trovi un ispettore, un poliziotto, o anche solo un agente “normale”? Prendete Febbre gialla, ad esempio. Per tutto il libro Vittorio, il protagonista, sta a misurarsi la febbre, in costante aumento, mentre attorno a lui un bambino cinese clandestino è sparito, alcuni membri della Triade lo inseguono, un agente segreto cinese entra e esce dalla sua vita, ecc ecc. Ma mai che uno dei suoi protagonisti abbia un minimo di serietà professionale? 😛 Vabbé, Lucarelli può concedersi questo ed altro! Ecco il riassunto…

In uno scantinato di Bologna quindici bambini cinesi vivono in condizioni disumane, confezionando borse in pelle guardati a vista da un sorvegliante. Tra loro c’è anche Hô San-Qwei, di anni 8, mingherlino, magro, silenzioso, che aspetta solo l’occasione per fuggire. Occasione che si presenta quando Testa Rasata, il sorvegliante, viene distratto da un amico. Hô sguscia fuori da un finestrino, anche grazie all’agilità da ex-circense, ruba la Lambretta a un passante e fugge. Nello stesso istante Vittorio esce di casa per recarsi al suo primo giorno di lavoro alla Squadra Mobile. Ha 37 e mezzo di febbre, ma come potrebbe starsene a casa e a marcare visita proprio il primo giorno? Sale quindi sulla sua 2CV rossa diretto in Questura. A un incrocio le vite di Vittorio e di Hô si incontrano. O meglio, si scontrano. Hô non riesce a controllare la Lambretta, che impatta inevitabilmente contro la 2CV di Vittorio. Il bambino rotola sul cofano, la moto si incastra nella portiera, la 2CV si accartoccia. Hô scappa prima che Vittorio riesca a bloccarlo, ma nella corsa perde dei fogli scritti in cinese.

Si apre così “la stagione della caccia” a Hô, che vede coinvolti Vittorio, nella parte del poliziotto, la Triade cineseSui, parente di Hô e agente di sicurezza all’ambasciata cinese in Italia. Parte in causa, nel ruolo di consulente investigativo di Vittorio, è Angelica, la sorellina di dieci anni e mezzo, che, con acume e lungimiranza, assume un ruolo importante nella vicenda. In sella alla Lambretta Vittorio sfreccia in lungo e in largo per le strade di Bologna e si sposta tra i locali della Questura, i ristoranti cinesi, le sedi di associazioni che aiutano immigrati clandestini, chiese, stazioni, cantine di Via Saragozza… alla ricerca di Hô e, soprattutto, di una verità che a nessuno sembra interessare, perché la Triade non è la sola a guadagnarci dallo sfruttamento dei piccoli clandestini.

E mentre Vittorio è in preda ai fumi della febbre, Angelica viene fatta prigioniera e Sui sembra essere messa fuori combattimento, sono proprio le piccole vittime cinesi a prendersi la rivincita sui loro carnefici cinesi e italiani. E che rivincita!

Una avventura che prende spunto dall’attualità, narrata con stile contemporaneo e trascinante, anche se forse in questo romanzo molto meno che in altri risuonano la voce e il ritmo ai quali l’autore ci ha abituati.

A chi vuole leggere Febbre gialla consiglio di dare un’occhiata agli scaffali delle biblioteche di pubblica lettura. In alternativa, il libro è ancora in commercio, edito nella collana Young della casa editrice EL.

E’ giusto riconoscere a QCCN la paternità dell’immagine in evidenza. Grazie!

Come al solito, buone letture!

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