Quando leggo un romanzo di Stephen King, mi faccio sempre le stesse domande: ma le storie che scrive, prima di scriverle, le sogna? E di conseguenza: come sogna Stephen King? Fa incubi? E se li fa, li sogna fino alla fine senza svegliarsi? E se invece a un certo punto dell’incubo si sveglia, lo fa di soprassalto oppure è abituato ai suoi incubi e non ci fa nemmeno più caso? Queste domande me le sono fatte anche ieri sera, mentre riguardavo per la centesima volta il film Stand by Me, ricordo di un’estate di Rob Reiner tratto dal racconto Il corpo. Ecco il riassunto (del racconto, non del film) …

1960, Castle Rock, Maine, USA. Gordon Lachance vive l’estate dei suoi 12 anni insieme agli amici di sempre – Chris Chambers, Teddy Duchamp, e Vern Tessio – con cui trascorre la maggior parte del tempo nella casa sull’albero, fumando, giocando a carte e leggendo fumetti. Un pomeriggio Vern racconta di aver sentito suo fratello maggiore Billy parlare di Ray Brower, un loro coetaneo uscito in cerca di mirtilli e mai più tornato a casa. Pare che giaccia privo di vita a Back Harlow Road e che Billy non voglia andare a denunciare il ritrovamento perché lo ha trovato mentre scorrazzava a bordo di una macchina rubata. Così Chris e gli amici decidono di andare a vedere il corpo e prendersi il merito del ritrovamento. Prima di partire raccontano ai genitori che si accamperanno nel giardino di Vern, in modo che la loro assenza non venga notata per almeno due giorni, poi iniziano il loro cammino lungo il tracciato della ferrovia. Al confine della città comprano provviste e riempiono le borracce. Proseguono a piedi lungo la massicciata e mentre camminano sul ponte della ferrovia quasi vengono travolti da un treno. Verso sera si accampano. La notte la trascorrono svegli, parlando delle cose che più stanno a cuore di ragazzi che non hanno ancora scoperto le ragazze: Vren dei suoi problemi di peso; Teddy di suo padre, veterano della Seconda Guerra Mondiale, rinchiuso in manicomio; Gordon della recente morte del suo fratello maggiore e della freddezza dei suoi genitori; Chris della sua sconfortante situazione familiare. Il mattino ripartono e dopo un lungo cammino tra boschi e acquitrini infestati di sanguisughe finalmente trovano il corpo. Sul posto ci sono anche i fratelli maggiori di Vern e Chris con altri amici della gang dei Cobras. Nessuno è particolarmente contento di trovarsi “i poppanti” in mezzo ai piedi. La situazione è sempre più elettrica, finché Chris estrae la pistola che ha rubato al padre ubriaco e minaccia Ace Merrill, il capo della gang. La gang si ritira, ma Ace promette che “i poppanti” la pagheranno cara. Una volta tornati in paese, i quattro protagonisti faranno una telefonata anonima all’autorità denunciando il ritrovamento del cadavere. I Cobras manterranno la loro promessa. Ace romperà il naso a Gordon, il fratello di Chris romperà il braccio a Chris e gli altri due verranno malmenati. Tutti si rifiuteranno di identificare gli aggressori conquistando rispetto dei coetanei.

Già dall’estate successiva però le loro vite si divideranno. Teddy e Vern si allontaneranno dagli altri; Gordon e Chris frequenteranno il college. Nessuno di loro vivrà a lungo. Vern morirà in un incendio; Teddy proverà alcool e droga e morirà in un incidente d’auto; Chris morirà accoltellato in un bar. Gordon sarà il solo a sopravvivere e a raccontare l’autunno in cui lui e i suoi amici persero l’innocenza.

Il racconto fa parte del libro Stagioni diverse. Lo trovate ovviamente in tutte le biblioteche. Se volete acquistarlo è edito dalla Sperling&Kupfer. Se non avete voglia di leggerlo, potete sempre rivedervi il film, di cui vi posto il trailer originale!

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