Quello che mi è successo ieri, per chi mi conosce, è storia di ordinaria amministrazione. Vado in treno a Carpi per fare un torneo di lettura insieme ai ragazzi di prima media delle “Focherini”. Tutto bene. Giochiamo, ridiamo, c’è una bella energia. Molto bene. Mi riavvio verso la stazione con tutta la calma del mondo, tanto ho già (ed elenco nell’ordine) fatto pipì a scuola, mangiato gelatino corroborante gusto cannella e cookies, comprato il biglietto per il ritorno. Grande! In stazione c’è già il treno per Bologna lì fermo al binario che mi aspetta. Ottimo! Timbro (anzi: oblitero, che è diverso), salgo in carrozza, mi accomodo. Faccio appena in tempo a sedermi che si sono chiuse le porte! Che culo, penso! Ma… che sta succedendo? Perché il treno va al contrario??? Sta facendo retromarcia? Intercetto al volo il capotreno: “Scusi, ma stiamo andando a Bologna in retromarcia?” Risposta: Signora, TUTTI noi qui stiamo andando a Mantova!” Ebbene sì: non ho letto il monitor nell’atrio della stazione e così sono salita sul treno per Mantova. Meno male che mi ero portata dietro un bel librino della Mondadori: Glass Cafè di Gary Paulsen. La storia è questa…

Tony ha 12 anni ed è bravo a scuola in tutte le materie, tranne matematica. E’ particolarmente bravo in inglese e in arte, e proprio la sua passione per il disegno innesca una serie di guai. Guai seri. Il fatto è che suo padre è sparito dalla circolazione da un pezzo e sua mamma, Alice Henson, detta Al, è una mamma single. Una meravigliosa mamma single. A Tony non manca nulla, proprio nulla. Al non solo provvede al suo mantenimento, ma trascorre con lui tutto il tempo libero. Due sere alla settimana, ad esempio, spegne la tivù e racconta a Tony la trama dei libri che hanno letto. La domenica lo porta al mare a Malibù o Santa Barbara. Altre volte vanno al cinema, oppure al centro commerciale, oppure a fare un giro per vetrine. A volte Tony la raggiunge sul posto di lavoro, il Kitty Kat Club, dove Al fa la spogliarellista. Ve l’avevo pur detto che è una mamma meravigliosa! Tony certo non assiste agli spettacoli, ma sta dietro le quinte del club a ritrarre le ballerine. I disegni sono così belli e realistici che la signora Klein, la sua insegnante di arte, li fa esporre in una galleria. Il fatto è che un visitatore della galleria scopre che il ritrattista è un minorenne e sporge denuncia contro i genitori per presunti maltrattamenti. Proprio vero che il peccato sta negli occhi di guarda! Così, un pomeriggio, mentre si prepara per il lavoro, Al riceve una telefonata da parte dei servizi sociali che pretendono di incontrarla per valutare la faccenda. L’incontro finisce in rissa e Al viene arrestata. Al e Tony si ritrovano così nel bel mezzo di un circo mediatico e, peggio ancora, di una disputa legale che vede contrapposti lo Stato e una spogliarellista. Riuscirà Alice a dimostrare di essere una madre presente e responsabile, oppure finirà in prigione e suo figlio sarà affidato ai servizi sociali?

Ancora una volta Gary Paulsen ci ricorda perché è uno degli scrittori più amati d’America: perché ha il coraggio di affrontare temi difficili con uno stile fresco e divertente.

Glass_Cafe_Cover

La copertina della prima edizione americana è, secondo me, molto bella, appropriata e rispondente al contenuto del libro. Quella della versione italiana, beh, meglio lasciar perdere. Il Glass Cafè rappresentato come un cafè chantant della Parigi di fine Ottocento? Boh…

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