Ciao a tutti, come va? Ieri pomeriggio ho fatto un  salto al Weekend dei Giovani Lettori  – che si è tenuto a Bologna – e mi sono venute in mente un sacco di cose da raccontarvi! La prima riguarda Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll ed è questa…

Quest’anno ricorre il 150° dalla pubblicazione di Alice in Wonderland il libro che ha segnato l’inizio della letteratura per l’infanzia. L’edizione 2015 della Fiera del Libro per Ragazzi celebra questo anniversario con una tavola rotonda, una conferenza internazionale e una mostra. Chi vuole saperne di più può dare un’occhiata alla locandina delle celebrazioni in programma. Nel mio piccolo celebro il noncompleanno di Alice postando il riassunto del libro. Fatto alla mia maniera, ovviamente.

Prendete Alice che, mentre si trova in giardino con la sorella intenta a leggere un libro, si vede sfrecciare davanti al naso un coniglio bianco dagli occhi rosa, vestito di tutto punto con giacca e panciotto. Buttando un occhio all’orologio, il coniglio dice “Povero me! Povero me! Sto facendo tardi“.

Se vi trovaste in questa situazione, cosa fareste, voi? Probabilmente quello che ha fatto Alice: lo inseguireste. Così, vi trovereste a vivere più o meno questa avventura…

Alice segue il Bianconiglio fino alla sua tana e si butta a capofitto nella galleria. Scivola giù giù fino a trovarsi in una piccola stanzetta, al centro della quale troneggia un tavolo di vetro con una chiave d’oro. La chiave sembra adatta ad aprire una porta piccolina nascosta dietro una tenda. Sul tavolo c’è anche una bottiglietta con una targhetta “Bevimi”. Alice beve e rimpicciolisce tanto da riuscire a passare per la porta piccolina, ma ha dimenticato la chiave sul tavolo! Allora mangia un pasticcino che trova sotto il tavolo e diventa altissima. Ora potrebbe prendere la chiave d’oro, ma è diventata così grande da non riuscire a passare attraverso la porticina. Per di più ha finito il liquido contenuto nella bottiglietta e non può rimpicciolire. A questo punto Alice, colta da una crisi di nervi, fa quello che faremmo un po’ tutti noi: si scioglie in lacrime. Il Bianconiglio, vedendola enorme, si spaventa e scappa perdendo guanti e ventaglio. Alice usa il ventaglio per farsi aria e torna a essere piccolissima. Ora potrebbe passare per la porta, ma la chiave è rimasta sul tavolo. Le sue lacrime, inoltre, si sono trasformate in un vero e proprio lago popolato da molti personaggi: un topo, un’anatra, un pappagallino, un dodo, un aquilotto. Uscita dal laghetto, Alice si ritrova a casa del Bianconiglio, dove continua a crescere e a rimpicciolire, a seconda di quello che mangia o beve. Mentre è piccolissima, va nel bosco. Qui incontra un cucciolo di cane e se lo fa amico e un Brucaliffo, intento a fumare il narghilè seduto sul suo fungo. Alice e il Bruco parlano a lungo sul senso dell’esistenza e delle trasformazioni. Alice nega di “essere lei”, e il bruco la aiuta a ritornare alta dandole da mangiare dei pezzettini di fungo. Dopo qualche assaggio, Alice torna delle dimensioni giuste ed entra a casa della Duchessa che si sta preparando per andare a corte. Qui Alice si intrattiene in chiacchiere col gatto del Cheshire e gli chiede che strada prendere, ma senza sapere bene dove andare. “In quella direzione – dice il Gatto – abita un Cappellaio; e in quella abita una Lepre Marzolina. Puoi andare a trovare l’uno o l’altra, tanto sono matti tutti e due“. Alice arriva davanti alla casa della Lepre Marzolina e trova un tavolo apparecchiato sotto un albero. Il padrone di casa sta prendendo un tè con il cappellaio Matto e un Ghiro. Alice si accomoda e inizia a conversare sul tempo, nessuno però sembra darle udienza. Continuamente rimbrottata da Lepre e Cappellaio, Alice si alza ed entra nella porticina di un albero. Si trova di nuovo nel vestibolo di partenza; stavolta, però, è della dimensione adatta a varcare la porticina. Entra così in un grande rosaio, dove tre giardinieri con l’aspetto di carte da gioco stanno dipingendo di rosso le rose bianche. Perché? Perché così vuole la Regina di Cuori, che nel frattempo arriva con il Bianconiglio, il fante di Cuori e il Re e il suo seguito di soldati, cortigiani, principini, ospiti. La Regina interroga brevemente Alice su chi lei sia, poi la invita alla partita di croquet dove tutti giocano contemporaneamente creando un gran caos. Durante la partita il Gatto del Cheshire fa un’apparizione, la Duchessa viene imprigionata e la Regina ordina a un grifone di condurre Alice dalla Finta Tartaruga. L’incontro è presto interrotto da un grido in lontananza: “Inizia il processo!”. Il tribunale vede al centro il Re – che è anche il giudice – e la Regina di Cuori sul trono, attorniati da una gran folla di animali di ogni specie. In ceppi il Fante di Cuori. A lato il banco della giuria con 12 giurati. Il Bianconiglio in veste di araldo legge l’accusa: La Regina di Cuori fece delle paste / In una giornata d’estate: / Il Fante di Cuori rubò quelle paste / E se le portò via!
Viene convocato il primo testimone, il Cappellaio Matto, al quale vengono fatte molte domande e minacce che lo confondono più di quanto non sia già confuso di suo. Alice osserva e cerca di capire i meccanismi di un processo. È la volta della testimonianza della cuoca della Duchessa. Poi del Ghiro. Dopo un gran parapiglia e la fuga del Ghiro, tocca ad Alice a testimoniare. La Regina vuole che all’imputato venga tagliata la testa ancora prima del verdetto, ma Alice – che ha iniziato a diventare sempre più grande – dissente e, quando si alza per testimoniare, la sua gonna spazza il tavolo della giuria facendo cadere tutti i giurati. Poco dopo Alice è diventata così grande che non ha più paura della Regina: “non siete altro che un mazzo di carte”. Il sogno finisce con Alice che si risveglia tra le braccia della sorella e quindi si dirige a casa per l’ora del tè.

Ecco una sorpresa per chi è arrivato in fondo alla lettura…

Io e il Bianconiglio

 

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