100 anni fa l’inizio della Grande Guerra, una ricorrenza che ci accompagnerà nei prossimi 4 anni scolastici e su cui vorrei dire due cose.

La prima è che la Grande Guerra – che è stata la Prima, e non la Seconda guerra mondiale – è un evento veramente molto lontano nel tempo e dalla nostra sensibilità. Non solo perché è trascorso un secolo dal suo inizio, ma soprattutto perché quelli che l’hanno vissuta se ne sono andati già da un pezzo. Anche per le mie due bisnonne, Augusta e Clementa, “ragazze del ’99 o giù di lì”, la PGM era un ricordo lontanissimo, schiacciato fra quello che era successo prima (il bracciantato agricolo, le epidemie, la povertà) e quello che venne dopo (la Spagnola, la SGM, la povertà un’altra volta).

La seconda è che per dare concretezza a un evento così lontano spesso si fa la conta dei morti. Il fatto è che a me un elenco di numeri su una pagina bianca non ha mai trasmesso nulla. E credo di essere in buona compagnia. Così lascio la matematica e mi faccio aiutare dalla geografia.

In Italia morì più di 1 milione di persone, che equivale a tutta la popolazione dell’Abruzzo o del Friuli Venezia Giulia. Gli alleati persero in totale più di 10 milioni di persone, che equivalgono a tutti gli abitanti della Grecia. Il totale dei morti (militari e civili, a prescindere dagli schieramenti) è stato stimato tra i 15 e i 18 milioni, che equivalgono più o meno alla popolazione dei Paesi Bassi.

Per rendere l’idea di quanti furono i soldati inglesi morti nel conflitto, a Londra sono ricorsi a un’installazione di 1 milione di papaveri di ceramica. 1 papavero, 1 morto. E’ nata così Blood Swept Lands and Seas of Red (“Il sangue dipinse le terre e i mari di rosso”).

Nel corso delle prossime settimane terrò vivo questo post, segnalandovi siti web da visitare e ovviamente dei libri da leggere, di cui pian pianino posterò le schede. Mi do come obiettivo il 4 novembre del 2018 per leggerli tutti, ma so già che non lo farò! Come al solito, farò una scelta personalissima; in libreria e in rete trovate molto di più rispetto a ciò che segnalo.

Tutti i contributi sono alla portata di ragazzi tra i 12 e i 15 anni.

5 libri per 100 anni…

Tributo cavalli prima guerra mondiale

  1. Il mare di Charlie di Sharon E. McKay – 1915, Terranova, Canada. Charlie vuole fare il comandante di una nave rompighiaccio, seguendo le orme di suo padre. Un sogno, visto che Charlie ha un piede storto e la dura vita del mare non può essere adatta a lui. Ma Charlie non demorde e dopo mille rocambolesche avventure, fatte di fughe da una famiglia che lo ama ma lo protegge troppo, di strani incontri e di imbarchi clandestini, si ritrova nel cuore della Grande Guerra, in trincea, dove gli uomini muoiono senza un perché, e se guardi nei loro occhi, amici o nemici, scopri che in fondo siamo tutti uguali. Amore, amicizia, dolore, paura della morte e lotta per la sopravvivenza: all’improvviso Charlie si trova catapultato in un turbinio di sentimenti e di passioni che travolgono. E lui, piccolo grande uomo capace di grandi gesti, saprà affrontarle a testa alta. Pronto a tornare a casa con le proprie gambe e da vero uomo, ora che è diventato il comandante della sua vita
  2. War horse di Michael Morpurgo – Albert e Joey sono cresciuti insieme; poi la guerra li separa Albert, ancora troppo giovane per fare il soldato, è costretto a lasciar partire il suo Joey, venduto alla cavalleria inglese. Giunto in Francia, Joey combatte al fianco degli inglesi, e poi, caduto nelle mani del nemico, si trova a servire i soldati tedeschi, sempre con grande coraggio e generosità. Ma la determinazione che nasce dall’amore non ha confini, e non appena Albert ha l’età per arruolarsi parte a sua volta per il fronte, deciso a ritrovare il suo amato cavallo e a riportarlo a casa.
  3. La guerra del soldato Pace di Michael Morpurgo – La storia di Thomas Peaceful e della sua famiglia è quella, vera e tragica, di centinaia di migliaia di soldati che, dalla miseria delle campagne, finirono nelle trincee della Prima guerra mondiale, affrontando la barbarie del conflitto e la crudele assurdità della disciplina, e pagando di persona per aver conservato, nonostante tutto, il rispetto per i valori dell’affetto, dell’amicizia, della solidarietà.
  4. La notte in cui la guerra si fermò di James RiordanHarry e Jack. Due compagni di scuola. Due amici. Due aspiranti calciatori. Fino a quando nelle loro vite irrompe la Prima guerra mondiale: è il 1914 e l’Inghilterra manda al fronte anche i più giovani. Così, in poco meno di un mese, Harry e Jack diventano due soldati: combattono fianco a fianco, intorno a loro il suono incessante delle esplosioni e delle pallottole. In mezzo al campo di battaglia, però, può esserci speranza: un giorno di tregua in cui tutto tace, i soldati non sono più divisi tra amici e nemici, e al posto delle armi si usano i piedi e un pallone, per una partita indimenticabile. È proprio Jack, quarant’anni dopo, a raccontare questa storia a suo nipote
  5. Resta dove sei e poi vai di John Boyne – Londra, 1914. Alfie ha cinque anni quando in Europa si alzano i venti della Grande Guerra, e il suo papà, come molti altri giovani compatrioti, parte per il fronte. La guerra però la combatte anche chi rimane a casa, nelle difficoltà quotidiane di trovare il cibo e i soldi per l’affitto, con il terrore che un ufficiale bussi alla porta per riferire che un papà, un fratello o un figlio non torneranno più a casa. Alfie non vuole credere che sia questo il destino di suo padre, ma le lettere che l’uomo spedisce dal fronte, prima regolari e cariche di speranze, si fanno saltuarie e cupe, fino a smettere del tutto. Deciso a fare la sua parte, Alfie marina la scuola e inizia a lavorare come lustrascarpe in stazione. Ed è grazie a uno dei suoi clienti che scopre dov’è il suo papà…

 

…e un pò di multimedia

  • Prima cosa da vedere, il percorso visivo Vedere la Grande Guerra. Immagini della Prima Guerra Mondiale ideato dal gruppo di progetto MOVIO per l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano
  • Photostory e contenuti abbordabili li trovate anche sul sito dell’Ansa
  • Bellissimo il video La città rossa nella Grande Guerra realizzato dall’Istituto per la storia del Risorgimento italiano Comitato di Bologna, 2008. Si parla di Bologna prima durante e dopo il conflitto, in modo semplice, breve. Si riscopre la figura di Francesco Zanardi. Si scopre come venivano usati molti luoghi che tuttora conosciamo e frequentiamo.
  • Guardatevi anche 1GG – cento anni Grande Guerra, un sito creato in occasione dell’evento per parlare delle grande guerra nelle scuole

Fuori target

Recensisco anche altri libri che ho letto sull’argomento:

  1. La Grande Guerra. Storia di Nessuno di Alessandro Di Virgilio e Davide Pascutti – Il racconto di un giovane fante dall’inferno della prima guerra mondiale e la storia, ambientata nei nostri giorni, del ritrovamento del suo diario. Una cronaca a fumetti, tratta dalle lettere e dai diari di trincea, degli ultimi tre anni di vita del giovane soldato Nessuno, chiamato a difendere l’Italia, disertore, morto lontano da casa l’ultimo giorno del conflitto bellico.
  2. Il canto degli inquieti spiriti di Alessio Fabbri –  Il viaggio verso casa di un reduce della Prima Guerra Mondiale è anche un viaggio dentro di sé, che lo porta a rivivere  i ricordi prebellici – la vita familiare, i rapporti umani, il primo amore, la chiamata alle armi, il doloroso distacco da casa e dagli affetti.
Annunci