Nel saggio Il Grande Momento Penguin contenuto nella raccolta “Siamo quello che leggiamo” Aidan Chambers ci racconta quali incontri ed esperienze lo hanno reso un lettore abituale. In “Perché preoccuparsi?” astrae dalla propria esperienza per andare alla ricerca dei fattori ricorrenti nell’esperienza di ogni lettore abituale. Mi sembra utile riassumere il contenuto di questo articolo ricorrendo alla tecnica delle 5 W così schematizzo e non vi tedio!

Chi ha il compito di trasformare un non-lettore in lettore-abituale?

  • i genitori e in familiari del bambino; gli educatori e gli insegnanti; i mediatori (meglio se dotati di personalità energica e affascinante)

Dove (e quando) avviene la trasformazione del non-lettore in lettore-abituale?

  • A casa, a scuola, nella biblioteca pubblica (e io aggiungerei anche in libreria), cioè in ogni ambiente che attribuisce grande importanza alla lettura e che è ricco di storie
  • Fin dai primissimi anni di età, e qui non spenderei molte parole. Se andate sul sito di Nati per Leggere, nella sezione dedicata alla documentazione sull’argomento, sono pubblicati studi, ricerche, articoli più che convincenti sull’opportunità di avvicinare i bambini ai libri in età molto precoce

Come avviene la trasformazione del non-lettore in lettore-abituale?

  • attraverso il dialogo
  • attraverso la conversazione sui libri
  • con un approccio divertente

Ma la domanda più interessante è perché è importante che un non-lettore divenga un lettore-abituale. Perché – dice Chambers chiamando in causa Richard Hogart – la letteratura permette di esplorare, ri-creare e ricercare i significati dell’esperienza umana. In altre parole, dobbiamo diventare lettori abituali (e dobbiamo impegnarci perché chi non lo è lo diventi) perché la letteratura ci permette di:

  • ampliare l’esperienza e la conoscenza del mondo
  • sperimentare tutte le possibilità umane senza patirne le conseguenze
  • sperimentare le diverse soluzioni ai problemi della vita per verificarne gli esiti prima di affrontarli nella realtà
  • imparare le regole morali e sociali
  • sfidare i luoghi comuni e le convenzioni
  • sviluppare la nostra sensibilità e l’immaginazione
  • apprendere la lingua madre
  • intrattenerci in modo piacevole
  • entrare in profondo contatto con l’autore (che secondo me vuol dire: ascoltare le ragioni dell’altro fino all’ultima parola e riflettere su ciò che l’autore ci vuole dire)

Spero che Chambers non me ne voglia per il fatto di avere così banalizzato. 😛 Alla prossima!

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