In questo weekend ho riletto Il diario segreto di Adrian Mole di anni 13 e 3/4 di Sue Townsend. 

La prima cosa che mi sono ricordata rileggendolo è che già 10 anni fa, quando lo lessi, mi stupii che fosse un libro così “vecchio”. Sì, perché il Diario segreto è un libro decisamente datato se consideriamo che la versione in lingua originale risale a 32 anni fa. E 32 anni per un libro di narrativa per ragazzi equivalgono più o meno a un’era geologica nella storia del pianeta terra. Eppure, questo diario di un adolescente incasinato – come si legge in copertina –  non dimostra proprio la sua età. Merito, in gran parte, della traduzione di Carlo Brera che usò un linguaggio che suona fresco e frizzante anche ai lettori di oggi. Onore a Brera che sapeva il fatto suo. Sapeva. Perché Carlo Brera, figlio di Gianni (un altro che di parole se ne intendeva), ci ha lasciati moltissimi anni fa.

L’altra cosa su cui ho riflettuto è che l’adolescenza sfigata è sempre uguale a se stessa, a ogni latitudine, in ogni epoca, un po’ come se ci fosse un prototipo di adolescente sfigato. Voglio dire: cambia il look, cambiano le mode, cambiano i gusti musicali, cambiano i luoghi di aggregazione, cambia il contesto storico e cambiano anche i politici (evviva!) ma i problemi, le manie, le delusioni, le disavventure di un adolescente sfigato che vive nell’Italia di oggi, sono esattamente gli stessi che ci confida Adrian, sfig-adolescente inglese degli anni ’80. E questo è merito della bravura dell’autrice. Il riassunto, certo…

Adrian è un adolescente sfigato. Che sia un adolescente non c’è dubbio: ha 13 anni e ¾, cresce a vista d’occhio, ha i baffetti sul labbro superiore, nell’arco di una notte è in grado di produrre brufoli mostruosi, ha una spinta ormonale di tutto rispetto. Non c’è dubbio nemmeno sul fatto che sia uno sfigato. Sul fronte scuola è un casino. E’ un genio incompreso. E’ innamorato della sua compagna di classe, Pandora, ma non si dichiara. E’ bersaglio delle sgradevoli attenzioni di  Barry Kent, il bullo della scuola. Nel tempo libero, le cose non vanno meglio. Per integrare la paghetta settimanale consegna giornali a domicilio, ma – neanche a dirlo – inverte le consegne. E’ entrato a far parte di un’associazione di volontariato per anziani bisognosi, e – neanche a farlo apposta – gli è stato appioppato Bert, il vecchietto più bisbetico, sporco e maleducato di tutto il circondario. Sembra impossibile, ma non riesce nemmeno a badare al cane, che smarrisce, a cui si dimentica di dare da mangiare, che rinchiude in carbonaia o dimentica per settimane a casa della nonna.

In casa, se possibile, le cose vanno anche peggio. I suoi genitori, George e Pauline, litigano sempre su tutto. Le cose precipitano quando la moglie del vicino – il Sig. Lucas – scappa di casa con un’amica e sua mamma scappa col vicino. Pare che tutti, tranne Adrian, sapessero della tresca, anche il babbo, che non perde tempo e per ripicca inizia a frequentare la collega Doreen Slater. Pauline per un periodo non si fa sentire e George, nel frattempo, riesce a farsi licenziare dalla ditta di stufette per cui lavora. Adrian si ritrova così calato nella parte del figlio di divorziati, disoccupati, dediti al tabagismo, con un debole per lo sherry. Meno male che la nonna è una tipa in gamba, e supplisce egregiamente alle mancanze di quei mentecatti dei suoi genitori. E lo dimostra ampiamente quanto liquida in due e due quattro il “problema Barry Kent”.

Dopo il terremoto familiare, le giornate di Adrian trascorrono tra alti e bassi. Più bassi che alti, a dire il vero. L’estate passa così, tra una vacanza con Pauline e il Sig. Lucas in Scozia, l’attesa del ritorno di Pandora (con la quale si è finalmente fidanzato, dopo essere stato battuto sul tempo da Nigel e da Thomas) dalla Tunisia, sempre meno soldi in tasca e sempre più disordine in casa.

Arriviamo a settembre. Ricomincia la scuola, è tempo di attività, tipo la gita al British Museum, il corso di sopravvivenza in montagna, la realizzazione del giornalino scolastico. Attività che, ovviamente, si rivelano colossali fregature o clamorosi insuccessi.

A novembre, il tracollo. Il vecchio Bert ha un malore ed è costretto prima a ricoverarsi poi ad accettare di trasferirsi in casa di riposo. Adrian si divide tra la casa, l’ospizio, il canile dove è stato portato Sabre, la casa della nonna e la scuola. Ha dato fondo ai suoi risparmi. Pandora è sempre più freddina nei suoi confronti. L’unica nota positiva è che Pauline lascia il Sig. Lucas e rientra a casa.

Il Natale trascorre sereno, anche grazie a un tasso alcolico non indifferente.

La primavera porta delle novità. George trova un lavoretto: pulisce i canali insieme a un gruppo di punk e skinhead e Pauline è fiera di lui. Bert si sposa con Queenie, una vecchietta che ha conosciuto in ospizio. Adrian è oggetto dei desideri di Pandora e Barbara Boyer ed è euforico di essere conteso da due ragazze a suon di schiaffoni.

Ce la farà Adrian a sopravvivere all’adolescenza? Chi può dirlo. Le sue avventure sono appena iniziate…

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