Ciao a tutti, a chi è tornato, a chi è ancora in ferie, e soprattutto a chi non è mai partito! Io son stata un po’ al mare e  mi ero portata 6 libri, scelti con la stessa cura e l’attenzione che una madre ci mette a scegliere l’abitino per il battesimo del pupo… Indovinate come è andata a finire? Bravissimi!!!! Ne ho letto uno (uno e mezzo, diciamo)!!! 😛 Il libro che ho letto per intero è Per sempre insieme, amen di Guus Kuijder (un nome assolutamente impronunciabile, e mammamia, eccheè?).

Forse è superfluo dirvi che si tratta di un autore olandese. Con ‘sto nome ci arrivate anche da soli. Più interessante è dirvi che il signor Guus è un baldo 72enne, che scrive libri per ragazzi più o meno da quando son nata io (oddio! un veterano!!!), che ha avuto un successo straordinario, che è tradotto in 10 lingue e che ha vinto prestigiosi premi letterari, tra cui nel 2012 il Premio Astrid Lindgren, il massimo riconoscimento internazionale della letteratura per ragazzi. Già solo per il fatto di averlo scoperto così tardi mi merito l’appellativo di capra e di somara!

La storia è deliziosa, scritta in modo limpido e lineare, i temi trattati (la disgregazione familiare, la multiculturalità, la droga, l’amore) sono di grande attualità, la traduzione di Valentina Freschi mi è piaciuta per ritmo e adeguatezza linguistica alla vicenda narrata.

Così, diventa facile per una ragazzina immedesimarsi in Polleke ed è divertente per noi adulti tuffarci nella sua realtà quotidiana e accompagnarla per un tratto di strada.

Riassumo: Polleke, olandese doc di undici anni, è fidanzata con Mimun, un compagno di classe di origine marocchina. L’idillio regge fino a quando al maestro Walter non viene in mente di chiedere agli alunni “cosa vogliono fare da grandi” e Polleke risponde: il poeta. Mimun obietta che non potranno più essere fidanzati, perché nella sua cultura non è proprio possibile (forse) per una donna essere poeta. Polleke lo manda a quel paese e lo lascia libero di fidanzarsi con una di quelle ‘che girano con uno strofinaccio in testa’. Il battibecco innesca una reazione a catena a scuola e in famiglia: il maestro riprende Polleke e fa una lezione sul razzismo, Tina – la mamma di Polleke – si arrabbia con il maestro che ha dato della razzista alla figlia, tra il maestro e la mamma, a furia di colloqui e chiarimenti, succede qualcosa. Un ‘qualcosa’ che non piace per niente a Polleke, che è affezionatissima al padre Gerrit (detto Spik). Polleke lo adora e gli perdona tutto – di aver abbandonato lei e la madre per sposare un’altra donna, di non contribuire al suo mantenimento, di avere avuto altri 3 figli da altre relazioni, di non lavorare, di non andare a trovare i nonni – perché, come lei, Spik è un poeta. Le cose peggiorano quando in tutto il quartiere si sparla sul fatto del maestro che si ferma a dormire a casa di Tina e precipitano ulteriormente quando Spik viene arrestato per spaccio. Il punto più basso della vicenda si tocca quando Spik, uscito dal carcere, racconta a Polleke di voler partire per iniziare una nuova vita, ma poco tempo dopo viene visto vagabondare  nei pressi del centro commerciale in compagnia di tossici e alcolisti.

Se è vero che la vita è un sali-scendi, Polleke ha anche i suoi momenti felici. Può confidarsi e fare un giro al parco in bicicletta con la sua amica del cuore, Carla detta Caro. Frequenta spesso la casa dei nonni paterni, Willem e Maria, una coppia solida e stabile, resa forte del legame con la terra e la natura e animata da una religiosità pura e incrollabile. Ama gli animali, soprattutto una vitellina appena nata con la quale dorme insieme e a cui vuole talmente bene da piangere e bagnarle tutto il muso. Ama la lettura e la poesia e scrive tantissime lettere e pensieri, sia per gli altri che per se stessa. Ama soprattutto Mimun, al di là delle differenze culturali e degli ostacoli familiari, tanto da pregare il Dio dei suoi nonni di farli stare “per sempre insieme. Amen.”

Al termine di questo primo romanzo, Polleke risolve i problemi di cuore. Mimun scappa di casa e concorda coi genitori di rientrare se sarà libero di frequentare Polleke e non la ragazza marocchina che hanno scelto per lui. Restano irrisolti gli altri problemi, primo fra tutti la tossicodipendenza del padre. Toccherà di leggere anche gli altri due libri della serie, editi da Feltrinelli, Mio padre è un PPP e Un’improvvisa felicità.

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