Dovevo farlo per almeno due motivi. Primo, perché tutti ne parlano, tutti lo citano, e io manco sapevo dove sta di casa!  Poi, per vincere la mia cronica diffidenza nei confronti degli scrittori troppo osannati. Al che, più o meno un mese fa, mi son decisa a comprare un libro di Aidan Chambers. E a leggerlo. Ho scelto Ladre di regali, un po’ perché mi ha ispirato la copertina -così graficamente pop, un po’ perché mi ha incuriosito il tema.

La copertina ci dice che si tratta di un racconto di scuola. C’è uno zaino aperto buttato a terra con trascuratezza e un piede che calza un anfibio. Risalendo, si notano un collant azzurro fluo e la parte inferiore di una minigonna o di un abitino nero. Neri sono anche gli accessori, tra cui spicca un anello a forma di teschio.  E’ una ragazza. E’ un’adolescente. La posa, con la mano destra sulla gamba corrispondente e tutto il peso sulla gamba sinistra, sembra di persona in attesa. O in agguato. Sì perché questa ragazza, di cui non vediamo il busto né il volto, ha un non-so-che di duro e di aggressivo.

La storia è semplice.

 

Lucy ha compiuto 12 anni, però è più piccola e immatura rispetto alle coetanee. E’ più bambina che ragazza. E’ anche educata, brava a scuola, rispettosa. I suoi la seguono passo passo nel percorso di crescita. La conosciamo il giorno del suo compleanno, quando va a scuola calzando le sue scarpe nuove. L’aspettano al varco Melanie e le sue due amiche Sally-Ann e Vicky. E’ un brutto incontro. Probabilmente non è il primo. Certamente non sarà l’ultimo. Lucy vive una escalation  di umiliazioni sia fisiche che morali. Giorno dopo giorno è umiliata, presa in giro, derubata dei suoi soldi, costretta a rubare per placare le sue aguzzine. E più si dimostra mansueta e accondiscendente, più le bulle la umiliano e la tormentano. Nessuno se ne accorge, né i genitori di Lucy coi quali lei non si confida per vergogna, né gli insegnanti che non pensano che gli episodi di bullismo riguardino la loro scuola. Molti se ne disinteressano, come la stragrande maggioranza degli allievi della scuola, che preferiscono farsi gli affari loro. Lucy è sempre più sola e isolata. E’ terrorizzata da ciò che le possono fare le bulle e, allo stesso tempo, è sfiduciata, incapace di reagire, incapace di chiedere aiuto.

Solo due compagni si schierano con lei. Lena – Lena la Balena – a sua volta vittima della Prosser e delle due complici. E Angus, che di Lucy è innamorato. Sono proprio Lena e Angus che trovano la soluzione al problema. Non i genitori, non gli insegnanti. Due compagni di scuola, due veri amici. Che capiscono che il bullismo si sconfigge non con le sue stesse armi (l’isolamento, le minacce, la violenza) ma con armi diverse e opposte: la solidarietà, l’intelligenza, la parola.

Un libro da 6+, per quanto mi riguarda.

Ho apprezzato lo sforzo di Chambers nel raccontare l’aspetto psicologico delle vittime del bullismo, e gli riconosco una notevole capacità di immedesimazione. La trama però è un po’ scontata, la traduzione è così così, ci sono un sacco di parolacce gratuite, che non aggiungono niente alla storia e che, oltretutto, non sento assolutamente dire dagli adolescenti che conosco.

E vi assicuro che, in quanto a parolacce, quelli sono delle enciclopedie ambulanti!

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