Ai tempi di Hitler, in Germania, pure l’amore tra i gatti era difficile, anzi: impossibile! Ce lo spiega molto bene Helga Schneider in Stelle di cannella, pubblicato per la prima volta nel 2002 da Salani e rieditato più volte…

Koks è un gatto nero dagli occhi color ambra. Muschi è una gatta bellissima, bianca e con enormi occhi azzurri. Crescono insieme e si adorano, così come avviene per i loro padroni, David e Fritz, inseparabili “amici per la pelle”. David è figlio del giornalista ebreo Jacov Korsakov e di Jutta, cristiana e già madre di Lene, avuta dal precedente marito, cristiano pure lui. Fritz è figlio del poliziotto Oskar Rauch. I due vivono a pochi metri l’uno dall’altro nella stessa strada della cittadina tedesca di Wilmersdorf. Oltre ai Korsakov e ai Rauch, nella stessa via abita anche la famiglia Winterloh, il cui figlio, Berty, è fidanzato con Lene.

Fino al dicembre 1932 l’atmosfera è amichevole e cordiale, ma nell’arco di pochi mesi, con l’avvento del regime nazista e delle leggi contro gli ebrei, tutto cambia in maniera irreversibile e drammatica! In un solo anno, la vita delle tre famiglie viene completamente stravolta dall’odio e dall’indifferenza. L’antisemitismo striscia in modo prima latente, poi sempre più palese e investe tutti i protagonisti. Fritz, entrato a far parte della Jungvolk, diventa il più accanito persecutore del suo ex-amico del cuore. I Winterloh si distaccano progressivamente dai Korsakov, tanto che Berty scoraggia Lene a intrattenere rapporti con la sua famiglia d’origine. La stessa Lene, pur di non avere problemi al lavoro, affigge alla porta del suo negozio un cartello che vieta l’ingresso agli ebrei.

E i gatti? Muschi muore dando alla luce i gattini avuti da Koks e Koks è ucciso da Fritz in quanto “gatto ebreo che ha inquinato il sangue ariano” della povera Muschi.

Tragedia della follia in Stelle di cannella. Tragedia dell’odio cieco, di violenze e persecuzioni degli schierati con Hitler contro gli ebrei. Ma anche tragedia della indifferenza di chi, pur non schierato apertamente con Hitler, decise di non fare nulla, di non opporsi ai soprusi, per quieto vivere, per paura o per egoismo.

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