La trama di questo libro di Silvana Gandolfi è semplice ma efficace. Durante un viaggio in Nepal, Andrew, cinquantenne americano che si barcamena tra l’impiego nella ditta Waterlandia e una moglie insopportabile, si imbatte in un sadhu – un saggio errante – che gli affida un compito: consegnare a sua nipote – la kumari in carica  una prodigiosa “pasta di drago” che, spalmata sul corpo, ha l’effetto di bloccare l’invecchiamento.

Neanche a dirlo, l’anzianotto, lardoso, bruttino Andrew non resiste alla tentazione di provare su se stesso gli effetti di questo Sacro Graal in salsa induista. E non si limita a spalmarselo addosso (no no!) ma arriva addirittura a ingerirlo. Da quel momento Andrew ringiovanisce di un anno di età ogni giorno che passa. Quando Andrew si accorge realmente del rischio che corre, si rivolge alla kumari per organizzare una spedizione sull’Annapurna alla ricerca di un antidoto per lui e di nuova argilla che permetta a lei di rimanere bambina – e quindi dea – per sempre. Non sarà una spedizione facile, tra le difficoltà oggettive della scalata, l’intrattabilità di una dea-bambina che non può e non deve fare niente e la paura di Andrew di tornare allo stato embrionale.

Credo che il merito di questo libro stia nel trattare il tema dell’eterna giovinezza da due punti di vista contrapposti. Da un lato, incontriamo una dea vivente, la kumari, e ci accorgiamo presto che la sua condizione è solo apparentemente invidiabile. La kumari è giovane, bella, perfetta, ammirata, adorata. Ma troppe sono le cose che non può fare. Non può scherzare. Non può piangere. Non può ridere. Non può essere né felice né infelice. E’ una dea, e a una dea è richiesto essere fuori dal tempo e fuori dallo spazio. Fuori dalla vita, in definitiva. 

Dall’altra parte, incontriamo Andrew, che ha una moglie insopportabile, un lavoro monotono e sterile, se non dal punto di vista del profitto, non ha eredi, e non è più giovane e forte come un tempo. Ma almeno ha l’opportunità di scegliere cosa fare del suo futuro.

L’incontro tra queste due strade opposte e contrarie avviene durante il viaggio verso le vette dell’Annapurna, in cui Andrew e Didi scoprono il gusto della liberazione e il senso della libertà.

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