Tempo fa, mi è stata chiesta da un’insegnante della scuola media locale una bibliografia di libri per ragazzi che fossero scritti in forma di diario e che si prestassero – ovviamente – ad essere giocati dopo la lettura. Un invito a nozze, non c’è che dire!  Ce n’è un’abbondanza, anche perché il diario è uno dei generi ai quali i ragazzi vengono avvicinati già dagli anni della scuola primaria e la produzione editoriale si è particolarmente concentrata in questo settore. Però – c’è un però – non tutti i titoli che conosco si prestano a essere giocati. Non in tutti infatti si trovano quel ritmo narrativo, quel brio e quello humor che ne fanno una piacevole lettura e sono presupposti irrinunciabili al gioco. Ecco in cosa consisteva la mia parziale e personalissima selezione…

il diario segreto di Adrian Mole_coverIl diario segreto di Adrian Mole di Sue Townsend

Sì, lo so, è un libro vecchio, ma vecchio sul serio. E non solo perché l’edizione italiana che ho scelto è del 2003. Ma perché la Townsend lo scrisse nel lontanissimo 1982. L’ho scelto e proposto, però, per varie ragioni. La prima: se nel 1982 aveva già più di 13 anni, Adrian Mole è più vecchio di me! E questa vicinanza anagrafica me lo rende simpatico. Tanto, che leggendo il suo diario, mi sono trovata a pensare un sacco di volte che se non fossi nata a Bologna, ma a Londra, probabilmente avremmo potuto conoscerci, frequentando la stessa scuola, o forse Adrian avrebbe potuto consegnare il giornale della domenica mattina a casa mia, o forse saremmo saliti sullo stesso scuolabus. Una cosa è certa: saremmo stati amici. Adrian ha una caratteristica comune a tutti gli adolescenti. Ma proprio a tutti, non solo a quelli di trent’anni fa, non solo a quelli nati vicino al meridiano di Greenwich. Si sente, come ogni adolescente di ogni luogo e  in ogni tempo, il più sfortunato essere vivente sulla faccia della terra. E’ maldestro, pasticcione, insicuro, lunatico, incasinato. Ogni cosa nella sua vita è una tragedia. La madre ha un amante improbabile e nessunissima intenzione di lasciarselo scappare, il padre è un misero impiegato che non ha nessunissima intenzione di lasciare andare la moglie, nessuno ha nessunissima intenzione di occuparsi di Adrian, che così si trova vessato da un compagno bullo, punito dal preside, incalzato dagli insegnanti, snobbato dalle coetanee, compreso nel suo ruolo di volontario a un vecchio tirchio che vive solo e che si preoccupa più della salute del suo vecchio cane che del povero Adrian. Ma Adrian ha molte frecce nel suo carniere: è candido, spontaneo, vivace, altruista. E ci lascia entrare nel suo mondo raccontandocelo in modo così ironico, leggero e scanzonato da farci desiderare sapere che quarantenne è diventato.

Diario di una schiappa di Jeff Kinney

Essere un ragazzo è un mestiere complicato. Nessuno lo sa meglio di Greg, che ha iniziato la scuola media e si ritrova in mezzo a compagni ben più alti di lui, ragazze improvvisamente grandi, e amici con cui è così difficile andare d’accordo. “Diario di una schiappa” è la cronaca delle avventure quotidiane di un imprevedibile e simpaticissimo “antieroe”.

Per inciso, il libro  stato un vero e proprio best-seller. 30 milioni di copie vendute non sono uno scherzo, tanto più per il mercato del libro per ragazzi. Cavalcando l’onda di questo entusiasmo, Kinney ha sfornato nel corso degli anni successivi almeno un diario l’anno, di livello più modesto. Esistono degli adattamenti cinematografici dei primi due libri, che però non ho ancora visto.

Un po’ meno entusiasmanti per il gusto dei miei ragazzi sono stati:

  • Ascolta il mio cuore, di Bianca Pitzorno, il diario di una IV elementare di altri tempi, quando le maestre si chiamavano ancora Argia, e in classe capitava che ci fossero bambini poveri – ma poveri davvero – che venivano fatti sedere negli ultimi banchi ed erano presi di mira sia dagli insegnanti che dai compagni.. In questo diario, capita però qualcosa di inaspettato e insolito. Capita che i bimbi poveri abbiano la fortuna di avere come amiche Elisa, Prisca e Rosalba, che con la freschezza, la gioia e lai loro 30-anni-in-3 superano i pregiudizi e combattono con coraggio e ostinazione le ingiustizie.
  • Fotocoppia, di Jacqueline Wilson, un diario scritto a 4 mani da due gemelle, Ruby e Gran, una indubbiamente e inarrestabilmente predominante, l’altra indubbiamente e inarrestabilmente remissiva, in cui emerge la difficoltà di crescere unite ma diverse.
  • Guerre in famiglia, di Jerry Spinelli, altro diario scritto a 4 mani, in cui questa volta sono due fratelli, maschio e femmina, a raccontare l’impresa di diventare grandi, uno a fianco dell’altra (o meglio, uno contro l’altra).

Altri diari che ho proposto (sempre nell’ottica di una lettura divertente) e di cui ho avuto un riscontro positivo sono:

  • Che stress, di Catherine Nostlinger, Salani, 2006, 155 p.
  • Il giornalino di Gian Burrasca, di Vamba, Giunti junior, 2007, 288 p ., ill. più che un diario un manifesto di militanza attiva contro il conformismo e la banalità ingessata dei grandi!
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