Apro il mio blog con un libro pubblicato nel 2002 che si avvia a essere un classico del genere fantasy, anche se per la complessità dell’intreccio e per i temi trattati è ben più di una lettura di evasione per ragazzi tra 11 e 13 anni. Non amo molto il fantasy, ma confesso che Abarat è uno dei libri per ragazzi che mi hanno più colpito in questo ultimo anno di letture.

L’autore è Clive Barker, uno che prima di approdare alla scrittura è stato attore e autore teatrale, regista cinematografico, inventore di supereroi e poi, a quasi 50 anni, ha realizzato il suo sogno. Quello di creare un universo. Nuovi cieli, nuove terre, nuovi mari, popolati da nuove creature dotate di un’anima nuova, che Barker non si limita a descrivere, ma perfino illustra.

Questo nuovo mondo si chiama Abarat e consiste in un arcipelago di ventiquattro isole (più una) che segue un tempo fuori dal tempo, immerso in un mare che brulica di creature e che è una creatura viva anch’esso. E’ un universo senza limiti, abitato da popoli fantastici, personaggi eccentrici, mostri terribili. E’ una babele di creature bizzarre, nate dall’incrocio di più mondi: animale, minerale, vegetale e tecnologico. E’ un universo caotico, dove però il caos ha un suo ordine proprio e una sua bellezza misteriosa e magica. E’ un mondo terribile e violento, teatro di una lotta senza quartiere fra le forze del bene e quelle del male, impersonate da Christopher Carrion, oscuro Signore della Mezzanotte, coadiuvato da sua nonna, Mater Motley, instancabile creatrice di mostri ricuciti. Ad Abarat arriva Candy Francesca Quackenbush, una ragazza americana di circa sedici anni, alle prese con una vita normale, una famiglia mediocre, una città banale, laggiù nel Minnestota. Mentre esplora un molo in rovina e un vecchio faro abbandonato nel mezzo di una prateria, il Mar d’Izabella viene a prenderla e la porta nell’arcipelago, dove prima vaga solitaria, poi è braccata dall’Uomo Incrociato, infine è salvata dal fedele rattopardo Malingo.

Se l’intreccio è abbastanza scontato, non lo sono i personaggi principali. Candy evolve nel corso del romanzo e acquisisce forza e consapevolezza pagina dopo pagina. Ai personaggi principali si affianca una serie lunghissima di comparse surreali, che si schierano inconsapevolmente dalla parte del male e del bene, due tra tutti: i Requiax, creature degli abissi, le cui età e malvagità sono incommensurabili, e Squiller, il calamaro-cappello i cui occhi sono potenti telescopi.

Unico punto debole del romanzo è la sensazione che accompagna il lettore nel corso della lunga lettura (quasi 500 pagine) che molti misteri non troveranno la soluzione nel capitolo finale del libro.

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